Prodotti non alimentari, le cinque nuove tendenze del non food (Foto Pixabay)

Riparte la spesa del non food. E ci sono nuove tendenze di acquisto e consumo per i prodotti non alimentari: il ritorno al negozio fisico, la caccia alle promozioni e l’interesse verso l’usato, le scelte alternative all’acquisto, la centralità della casa e l’attenzione al benessere. Le cinque nuove tendenze dei prodotti non alimentari (e uno studio complessivo sul non food) sono al centro dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy nel 2022 per i consumi non alimentari.

Prodotti non alimentari, spesa in crescita

Si spende sempre di più ma si cerca la convenienza. I consumatori tornano nei negozi fisici e l’e-commerce rallenta. I prodotti non alimentari monitorati dall’Osservatorio sono elettronica di consumo, abbigliamento e calzature, bricolage, articoli per lo sport, mobili e arredamento, edutainment (film libri musica e videogiochi), cancelleria, giocattoli, casalinghi, farmaci da banco, prodotti di profumeria, prodotti di ottica, tessile casa.

Per quanto riguarda il mercato complessivo dei prodotti non alimentari stimato nell’Osservatorio, si conferma anche nel 2022 un trend di crescita (+4,3%), nonché un valore corrente superiore agli anni precedenti.

Non food, le tendenze: il ritorno nei negozi

Lo studio identifica cinque nuove tendenze per il non-food.

Prima di tutto ci sono meno acquisti digitali e un ritorno al negozio “fisico”.

Nel 2022 gli italiani hanno rallentato la corsa all’e-commerce che aveva caratterizzato gli ultimi tre anni. L’e-commerce “nel 2022 ha affrontato l’inflazione e ha registrato un generale rallentamento dei trend di crescita”.

Caccia alla convenienza e interesse per l’usato

Una seconda tendenza riguarda la caccia alla convenienza fra bonus e promozioni. Col ritorno dell’inflazione gli italiani sono stati costretti a cercare soluzioni contro il caro-vita.

Una prima strategia è appunto la caccia alle promozioni (che ha spinto ad esempio l’ecommerce nella profumeria). A questa si affianca la ricerca di canali commerciali che permettano di risparmiare, come “i 28 factory outlet center in Italia in cui crescono i negozi (+10,4% punti vendita vs. 2021), le grandi superfici non alimentari (ad esempio, i mercatoni, rilevanti in particolare per tessili e per abbigliamento e calzature), o come l’e-commerce, con la diffusione di piattaforme in grado di offrire prodotti branded a prezzi più vantaggiosi e slegate da punti vendita fisici (come ASOS, Amazon e Zalando). Emblematico il caso dei prodotti di automedicazione, dove, grazie a prezzi più bassi e promozioni, le piattaforme di e-pharmacy e i marketplace hanno aumentato il giro d’affari di oltre un quarto (nel quinquennio la crescita è superiore al 200%), diventando il secondo canale dopo le farmacie fisiche” (Fonte: Osservatorio Non Food di GS1 Italy edizione 2023).

Alcuni poi si rivolgono all’usato. “Terza via nella lotta al carovita: la monetizzazione dell’usato, interessante sia per chi compra sia per chi vende – prosegue l’Osservatorio – Ad esempio, il 50,7% degli acquirenti italiani di abbigliamento e calzature ha dichiarato di aver utilizzato una app per vendere e/o comprare prodotti usati ed il risparmio viene, infatti, indicato come prima motivazione degli acquisti second hand (41,5% degli user)”.

Una particolarità del non-food è poi “la presenza di diversi bonus e agevolazioni fiscali, come quelli destinati alla vista o alle ristrutturazioni edilizie e all’efficientamento energetico, che hanno mostrato di essere riuscite a sostenere i consumi, com’è avvenuto nell’ottica (+5,6% a valore rispetto al 2021), nell’arredamento (+4,6%), nell’edutainment (+11,2% i supporti musicali) e nell’edilizia e fai da te (+10,0%) e negli elettrodomestici bianchi (+4,4% rispetto al 2021). Queste misure rischiano, però, di creare un “effetto doping” di breve termine, come dimostra il crollo delle vendite di televisori dopo lo switch off del 2021”.

 

Second hand, un mercato in crescita per scelte di consumo sostenibili
Second hand, un mercato in crescita (foto Pixabay)

 

Le scelte alternative all’acquisto: riparazione e abbonamenti

Comprare non è sempre la prima opzione. E così l’altra tendenza dei consumatori è la scelta di opzioni alternative all’acquisto, come la riparazione, il rinnovo e il recupero (e allora cresce il bricolage) o come la condivisione e gli abbonamenti – cresce lo streaming musicale (+13,7% gli abbonamenti alle principali piattaforme, come Spotify, Amazon Music e YouTube Music), e c i sono gli abbonamenti digitali a canali di film e serie TV (come Netflix e Amazon Prime Video).

La valorizzazione della casa

La casa non è solo per abitarci, ma anche per lavorare e divertirsi. Da qui la quarta tendenza che riguarda la valorizzazione della casa. “Continua la rivitalizzazione dell’ambiente domestico innescata dalla pandemia, che ha portato maggiore attenzione al comfort della casa con tutto quello che ne deriva, anche in termini di personalizzazione, décor, sostenibilità e personalizzazione, oltre che di adattamento alle nuove esigenze lavorative (smart working) e alla valorizzazione degli spazi all’aperto. Con una crescente attenzione all’efficientamento energetico, resa ancora più stringente dal caro energia e stimolata anche dagli incentivi fiscali e dai bonus statali”.

Benessere fisico e mentale

Aumenta l’attenzione al benessere e allo stare in forma. La pandemia ha lasciato la consapevolezza dell’importanza di prendersi cura del proprio benessere fisico e mentale. La maggior attenzione a consumi dedicati alla salute e al benessere, spiega l’Osservatorio, fa aumentare la crescita di categorie come ottica e profumeria, farmaci senza obbligo di ricetta e integratori, piccoli elettrodomestici per la cura persona e home fitness.


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