Airbag Takata, Movimento Consumatori: la class action è ammissibile (Foto Pixabay)
Airbag Takata, Movimento Consumatori: la class action è ammissibile
La Corte d’Appello conferma l’ammissibilità della class action indetta sul caso degli airbag Takata difettosi. È possibile aderire fino al 10 settembre. Movimento Consumatori chiede lo stop drive nella campagna di richiamo Opel
La class action contro sul caso degli airbag Takata è ammissibile. E si potrà aderire fino al 10 settembre. La Corte d’Appello di Torino ha infatti respinto il reclamo di Citroën, Stellantis e Groupe PSA Italia contro l’ordinanza del tribunale di Torino che ad aprile ha dato il via alla class action di Movimento Consumatori e di altre associazioni per il risarcimento dei danni derivanti dall’installazione dei pericolosi airbag Takata sulle Citroen C3 e DS3 e al conseguente divieto di utilizzare i veicoli. È quanto annuncia oggi Movimento Consumatori.
Il caso degli airbag difettosi
Il caso è quello degli airbag Takata difettosi e della campagna di richiamo, avviata nel maggio dello scorso anno, con l’arrivo della comunicazione che notificava a migliaia di persone un difetto nei dispositivi di gonfiaggio dei cuscini salvavita delle automobili di cui erano proprietari. Nella nota, trasmessa da Groupe PSA e DS Automobilies in qualità di aziende produttrici delle vetture coinvolte, veniva specificato che “le sostanze chimiche contenute in questi dispositivi di gonfiaggio potrebbero deteriorarsi nel tempo, esponendo guidatore e passeggero al rischio di rottura del dispositivo di gonfiaggi dell’airbag con una forza eccessiva in caso di incidente, in grado di provocare gravi lesioni o morte”.
Lo stop drive
Nel maggio 2024, oltre 170.000 proprietari di C3 e DS3, prodotte dal 2009 al 2019, hanno dunque ricevuto da Stellantis lo “stop drive”, l’ordine di interrompere immediatamente la guida dei veicoli, fino alla sostituzione dell’airbag difettoso, prodotto dalla società giapponese Takata. L’airbag contiene sostanze chimiche che, in caso di esplosione, hanno un effetto assimilabile a quello di una bomba.
«La Corte d’Appello di Torino – afferma Paolo Fiorio, che ha assistito l’associazione nell’azione di classe – ha riconosciuto che la pericolosità dell’airbag era nota almeno dal 2019-2020. Secondo il tribunale di Torino, pronunciatosi in un recente provvedimento inibitorio, la pericolosità degli airbag doveva essere conosciuta fin dal 2016 a seguito delle campagne di richiamo di milioni di veicoli negli Stati Uniti. In ogni caso è chiaro che la campagna sia stata tardiva».
Nella “classe” dei danneggiati, secondo la Corte, rientrano tutti i proprietari delle C3 e DS3 prodotte tra il 2009 e il 2019 che hanno subito un danno derivante dall’“immissione di un prodotto pericoloso” e dall’“avvio di una campagna di richiamo tardiva e inadeguata”. Tutti i danneggiati possono aderire all’azione di classe fino al prossimo 10 settembre.
Il richiamo per gli airbag sulle Opel
Nel frattempo c’è un’analoga campagna di richiamo per airbag Takata installati sulle Opel. I proprietari di veicoli Opel Zafira, Astra e Meriva sono alle prese con una campagna di richiamo per gli airbag Takata: da gennaio 2025, spiega Movimento Consumatori, hanno ricevuto una lettera che li avvisa dei rischi che possono derivare da questi airbag in dotazione sulle loro auto. Diversi consumatori hanno segnalato lunghi tempi di attesa per la sostituzione dell’airbag e l’assenza di auto sostitutive.
«Auspichiamo che le società del gruppo Stellantis vengano condannate al risarcimento dei danni subiti dai consumatori – osserva Alessandro Mostaccio, segretario generale di MC – dobbiamo però rilevare che è attualmente in corso un’altra campagna di richiamo degli airbag Takata installati su diversi veicoli Opel (sempre del gruppo Stellantis) per i quali è stato comunicato identico pericolo di morte e lesioni per il medesimo difetto dell’airbag. Per questa campagna però inspiegabilmente non è stata disposto lo stop drive; MC ha diffidato PSA a disporlo per tutti i veicoli interessati e in assenza di adeguate e rapide risposte e iniziative dovrà ricorrere in via d’urgenza al tribunale affinché ordini lo stop drive».
Movimento Consumatori assiste coloro che vogliano aderire alla class action Citroen. Per informazioni scrivere a classaction.takata@movimentoconsumatori.it o chiamare il numero unico nazionale 06 94807041.

