Sicurezza stradale, c'è ancora molto da fare (Foto Pixabay)
Sicurezza stradale: partenze estive al via, ma troppi automobilisti non usano le cinture posteriori né il seggiolino auto
Solo il 36% degli automobilisti usa la cintura di sicurezza postale. Due su dieci non usano il seggiolino auto per bambini. La sicurezza stradale e i fattori di rischio secondo l’Istituto superiore di sanità. Attenzione ad alcol, stupefacenti, farmaci e malattie
Solo il 36% degli automobilisti usa la cintura posteriore e due su dieci riferiscono di non usare, o di non avere, il seggiolino auto per i bambini. In periodo di partenze, l’Istituto superiore di sanità (ISS) punta i riflettori sui dati relativi alla sicurezza stradale (gli ultimi diffusi da Aci-Istat) e sull’uso delle protezioni.
“Aumentano gli incidenti, ma una percentuale significativa di italiani non usa ancora correttamente i dispositivi di protezione”, spiega l’Istituto.
Che ricorda come fra i fattori di rischio legati allo stato del conducente ci siano quattro categorie molto rilevanti, perché capaci di alterare lo stato di attenzione e di concentrazione del guidatore: sono consumo di alcol, di stupefacenti, farmaci e malattie.
Estate 2024, una campagna per la sicurezza stradale
E proprio la sicurezza stradale è al centro della nuova campagna per la sicurezza stradale promossa da Polizia di Stato e Autostrade per l’Italia.
“Guida in sicurezza, perché la strada ti ricongiunge ai tuoi affetti e alle tue passioni per farti godere appieno la vita”: è l’invito della campagna, che in occasione delle vacanze estive 2024 e dell’alto flusso di traffico previsto sulle strade e sulle autostrade vuole sensibilizzare viaggiatori e automobilisti sulla sicurezza stradale.
“La strada è il filo che ci lega a ciò che amiamo” è il messaggio della campagna per la sicurezza stradale e dei protagonisti dell’iniziativa, che dal 15 luglio sta accompagnando milioni di utenti in viaggio lungo le strade ed autostrade d’Italia per ricordare quanto sia importante adottare comportamenti alla guida corretti e responsabili.
Incidenti e sicurezza stradale
Nel 2023 le abitudini di spostamento degli italiani sono tornate a livelli pre-COVID. Rispetto al 2022 il numero delle vittime migliora, ma quello degli incidenti e feriti è più alto, sebbene contenuto. A dirlo è l’ultimo Report sull’incidentalità stradale Aci-Istat. Nel 2023 si contano oltre 3 mila vittime sulle strade italiane. Ogni giorno lascia sulle strade 8 morti e 46 feriti gravi. Le vittime sono in flessione mentre aumentano incidenti e feriti. Il documento ha registrato 166.525 incidenti con lesioni, cioè 456 incidenti al giorno, il 73,3% sulle strade urbane, il 21,4% in strade extraurbane e il 5,3% in autostrada.
Il 15,1% si verifica per distrazione alla guida, il 12,9% per mancato rispetto della precedenza e l’8,4% per velocità troppo elevata.

Cinture posteriori solo per uno su tre, due su dieci non usano il seggiolino auto
Qual è dunque l’uso dei dispositivi di sicurezza? Secondo i dati della sorveglianza Passi, riportati dall’ISS, l’uso della cintura di sicurezza anteriore in automobile è diffuso, anche se non raggiunge ancora la copertura totale richiesta dalla legge, mentre l’uso della cintura posteriore, sebbene in aumento nel tempo, è ancora molto lontano da quanto l’obbligo di legge imporrebbe. Nel biennio 2021-2022 appena un terzo degli intervistati (36%) dichiara di usare sempre la cintura posteriore quando viaggia in auto.
L’uso del casco in motocicletta/motorino sembra invece ormai una pratica consolidata: circa il 96% degli intervistati, che viaggia in moto (come guidatore o passeggero), dichiara di indossarlo sempre.
Italiani indietro invece in tema di seggiolini auto o adattatori per il trasporto dei bambini. Nel biennio 2021-2022, ben 2 persone su 10 hanno riferito di avere difficoltà a far uso di questi dispositivi, di non utilizzarli affatto o perfino di non avere alcun dispositivo di sicurezza, pur viaggiando in auto.
Dall’analisi emerge poi che 5 intervistati su 100 hanno guidato sotto l’effetto dell’alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista – ovvero, avevano assunto due o più unità alcoliche un’ora prima di mettersi alla guida.
I fattori di rischio incidenti
Tra i fattori di rischio dell’incidentalità stradale legati allo stato del conducente, ricorda l’ISS, ci sono quattro categorie molto rilevanti, perché capaci di alterare lo stato di attenzione e di concentrazione del guidatore.
Alcol: è l’alcol il fattore più rilevante nel caso di incidenti stradali gravi o mortali. Il rischio di incidenti aumenta in modo esponenziale quando la concentrazione di alcol nel sangue raggiunge i 50 mg/100 ml. Inoltre, a parità di alcol assunto, il rischio aumenta al diminuire dell’età e al diminuire della frequenza di consumo abituale di sostanze alcoliche.
Stupefacenti: l’assunzione allucinogeni, amfetamine, cannabinoidi, cocaina, oppiacei e altre sostanze comporta un notevole aumento del rischio di incidente, specialmente se accompagnata dal consumo di alcol.
Farmaci: i medicinali che possono interferire con la guida sono numerosi e largamente utilizzati, come per esempio sedativi, ipnotici, tranquillanti, antidepressivi, anestetici, antistaminici, farmaci cardiovascolari, diuretici, ormoni, antidiabetici, antipertensivi. I rischi rilevati non sono generalmente troppo elevati, ma è comunque utile che il paziente sia messo in guardia dal medico sui possibili effetti dei farmaci che assume.
Malattie: epilessia, diabete, malattie cardiovascolari, problemi di vista, disturbi del sonno, problemi cognitivi possono aumentare il rischio di incidenti mortali.
Naturalmente, ricorda l’Istituto, altri fattori umani possono essere alla base di incidenti, come lo stress o la stanchezza. A questo si aggiunge l’uso di cellulari alla guida, il mancato rispetto delle norme del codice della strada o il cattivo utilizzo (o la totale mancanza) dei dispositivi di sicurezza, soprattutto in ambiente urbano.

