L’hashtag è #artbonus. Così, su twitter, il premier Matteo Renzi e il ministro della Cultura Dario Franceschini hanno annunciato l’approvazione, nell’odierno Consiglio dei Ministri, del decreto Cultura. Twitta Renzi: “#italiariparte Approvato decreto cultura turismo mooolto interessante #artbonus Prossime settimane disegno di legge delega settore”. Mentre Franceschini annuncia: “Approvato il decreto legge cultura e turismo. Una rivoluzione gli incentivi fiscali per le donazione di privati per la cultura! #artbonus”. Sempre via twitter, il ministro della Cultura sintetizza: “Un commissario alla Reggia di Caserta per restituirla tutta il prima possibile alla sua destinazione culturale e museale”; “3 milioni per i comuni che faranno attività culturali nelle periferie urbane. L’inizio di un percorso di riqualificazione”; “Incentivi fiscali anche per la digitalizzazione delle imprese turistiche e per la modernizzazione degli alberghi”.
Il decreto introduce un Art bonus, “sul modello Ecobonus: un sistema di incentivi fiscali per un privato che decide di fare donazioni, mecenatismo”, con un credito d’imposta del 65% in tre anni, ha annunciato Franceschini alla fine del Consiglio dei Ministri. “Non parliamo di sponsorizzazioni – ha chiarito Franceschini – ma di privati che vogliono donare al pubblico fondi per restauri. Oggi la detrazione è insignificante mentre con questo passo in avanti ci mettiamo al fianco di paesi come la Francia che hanno creato il mecenatismo con risultati formidabili”.
Provvedimenti in arrivo su Pompei: ”Il progetto Pompei ha anni di ritardi anche nella progettazione. Nel decreto sono previste misure che senza toccare i controlli di trasparenza e legalità acceleri la progettazione anche con l’assunzione di 20 progettisti“, ha spiegato Franceschini, chiarendo anche che il decreto Cultura innalza da cinque a dieci milioni il “tax credit cinema”: “Il limite di 5 milioni ha impedito alle grandi produzioni straniere di venire nel nostro Paese: lo alziamo a dieci milioni per ogni impresa” per attrarre quelle produzioni con un vantaggio fiscale. In arrivo, infine, un Commissario per la Reggia di Caserta.
Mentre si aspettano ulteriori dettagli del decreto, non mancano i primi commenti. Insoddisfatta l’Adoc, specialmente per quanto riguarda la tutela dell’area archeologica di Pompei. “La montagna ha partorito il topolino, 20 tecnici per Pompei sono insufficienti – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – Una risposta seria e strutturale sarebbe quella di assumere le centinaia di giovani diplomati e laureati in discipline artistiche, in grado di produrre ricchezza per il Paese, soprattutto nelle zone più in difficoltà, da Pompei in giù. In questo modo si risolverebbe, almeno in parte, anche il problema occupazionale. Un’operazione a basso costo che avrebbe un ritorno alto, in termini sociali e economici. Vanno in questo senso intensificati i raccordi con scuole, università e istituti, anche e soprattutto per un discorso formativo. Serve un’infusione capillare di giovani nei circuiti museali e archeologici, anche questo è investire in turismo e cultura”.
“Il decreto legge sulla cultura varato oggi dal Consiglio dei Ministri apre una pagina nuova nella legislazione e nelle politiche a sostegno della cultura e del turismo – afferma invece Piero Fassino, Presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI)L’Italia uniforma finalmente la propria legislazione alle più avanzate e moderne esperienze di promozione culturale, favorendo il mecenatismo civico ed aprendosi alle partnership pubblico-privato, utili ad accrescere le risorse a disposizione della cultura. E’ un salto di qualità che riconosce e sancisce che la cultura è un fattore non aggiuntivo, ma costitutivo dello sviluppo del Paese. E viene rafforzato quel nesso inscindibile fra cultura e turismo che offre all’Italia straordinarie opportunità di crescita, di sviluppo e di lavoro”.
Per Assoturismo-Confesercenti, infine, quello che serve ora è un intervento rapido: “Dal Consiglio dei Ministri arriva un segnale di speranza per le sorti del turismo italiano. Ora serve rapidità d’esecuzione. Cancellare Promuovi Italia è scelta giusta e semmai arriva in ritardo. Si va verso il commissariamento dell’Enit e non abbiamo nulla da obiettare anche se va fatta chiarezza: il turismo italiano e le imprese del settore hanno bisogno di uno strumento di promozione forte, efficace, in grado di competere sulle reti internazionali al pari degli altri Paesi di forte impatto turistico e che valorizzi il bene turismo dell’intero territorio nazionale. Questa sarebbe davvero una svolta importante soprattutto se nel nuovo organismo, come chiediamo da tempo, sia rappresentata anche l’esperienza delle imprese. La decisione di incrementare gli incentivi per le ristrutturazioni è positiva: il problema del settore turistico è infatti costituito dalla qualità dei servizi che è in grado di offrire e non certo dalla dimensione d’impresa. Ora però ci aspettiamo altri passi: a partire dalla riduzione di un’Iva che penalizza ingiustamente il turismo italiano nei confronti dei nostri diretti concorrenti”.

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