L’Irlanda deve recuperare 8 euro a passeggero presso le compagnie aeree che hanno beneficiato di un aiuto di Stato illegittimo, quando  negli anni passati ad alcune di esse – che effettuavano voli di breve raggio da Dublino – veniva applicata una tassa ridotta sul trasporto aereo di 2 euro (invece di 10 euro). Per la Corte di Giustizia dell’Unione europea, la differenza fra l’importo ridotto e quello normale della tassa irlandese  sul trasporto aereo costituisce un aiuto illegittimo che deve essere recuperato a prescindere dal profitto che le compagnie aeree hanno effettivamente tratto dall’aiuto.

La pronuncia scaturisce dal fatto che nel 2009 la Ryanair ha chiesto alla Commissione di esaminare se la «tassa sul trasporto aereo» imposta dall’Irlanda alle compagnie aeree non costituisse un aiuto di Stato illegittimo a favore di alcuni suoi concorrenti. Infatti, secondo la Ryanair, tali concorrenti avevano tratto un vantaggio finanziario dal fatto di operare numerosi voli verso destinazioni situate entro un raggio di 300 km dall’aeroporto di Dublino, per le quali l’importo della tassa ammontava a 2 euro per passeggero, mentre gli altri voli in partenza dall’Irlanda erano assoggettati ad una tassa di 10 euro. La Commissione europea, nel 2012, ha stabilito che l’applicazione di quel tasso inferiore rappresentasse un aiuto di Stato incompatibile col mercato interno, ordinando il recupero di tale aiuto con un importo corrispondente alla differenza fra la tassa standard e quella ridotta, pari quindi a 8 euro.

A sua volta, però, Aer Lingus e Ryanair, che figuravano anch’esse tra le beneficiarie dell’aiuto, hanno proposto ricorsi dinanzi al Tribunale dell’Unione europea contro la decisione della Commissione. Il Tribunale, nel 2015, ha parzialmente annullato la decisione sulla base del fatto che la Commissione non era riuscita a dimostrare che il vantaggio di cui avevano beneficiato le compagnie aeree interessate ammontava in tutti i casi a 8 euro a passeggero. La questione è arrivata fino alla Corte di Giustizia perché la Commissione ha impugnato le sentenze del Tribunale.

E oggi la Corte ha stabilito che “le compagnie aeree che hanno potuto trarre profitto dal tasso ridotto hanno beneficiato di un vantaggio concorrenziale di 8 euro rispetto alle compagnie che hanno pagato il tasso standard. Pertanto, la restituzione di tale vantaggio richiedeva, come la Commissione ha indicato nella sua decisione, il recupero da parte dell’Irlanda di una somma di 8 euro per passeggero per ciascuno dei voli interessati”. Il recupero dell’aiuto implica la restituzione del vantaggio che la compagnie hanno potuto trarre dal tasso ridotto e non la restituzione dell’eventuale profitto economico. Di conseguenza, per la Corte (contrariamente da quanto deciso dal Tribunale) la Commissione europea non era tenuta ad esaminare se e in che misura i beneficiari dell’aiuto si fossero effettivamente avvalsi del vantaggio economico risultante dall’applicazione del tasso ridotto. La Corte ha dunque annullato parte della sentenza del Tribunale e ha respinto integralmente i ricorsi proposti da Aer Lingus e dalla Ryanair.


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