“Il nostro slogan è ‘ci sono tante parole, scegliamo quelle giuste’, quelle cioè che non ledano la dignità umana, grazie a stereotipi o generalizzazioni decontestualizzate”: così il commissario dell’Agcom Antonio Nicita ha commentato il regolamento per il contrasto all’hate speech e ai discorsi d’odio elaborato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il regolamento è stato presentato ieri dall’Agcom insieme al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Il Regolamento in materia di contrasto all’hate speech nelle trasmissioni radio-televisive, recentemente deliberato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e preceduto da una consultazione pubblica cui ha partecipato anche l’Ordine, vuole fornire “un quadro più definito di norme finalizzate al contrasto alle espressioni d’odio, secondo i principi delle normative italiane ed europee in materia volti a contrastare forme di discriminazione basate sulla costruzione e diffusione di stereotipi, generalizzazioni decontestualizzate di singoli episodi di cronaca che possono ledere la dignità di singole persone associate ad una categoria oggetto di discriminazione”.

Non si intende qui comprimere la libertà di chi vuole esprimere, anche con asprezza, la propria opinione, ma il nostro faro è la Costituzione della Repubblica che, all’articolo 3, fa riferimento ai principi di uguaglianza e non discriminazione, principi che spesso vengono violati con linguaggi violenti, soprattutto da quando le nuove tecnologie hanno espanso a dismisura le capacità di comunicazione”, ha detto Carlo Verna, Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. L’Ordine, ha aggiunto, “è attento e vigila su tutte quelle espressioni che violano i principi della dignità umana ma il suo campo di intervento è definito dalla legge istitutiva della professione giornalistica. Gli iscritti all’Ordine rispondono alla legge 69/1963, una normativa che necessita di essere rivisitata e su cui abbiamo presentato proposte; sono altresì in corso iniziative per l’aggiornamento delle carte deontologiche”.  I giornalisti sono dunque chiamati a osservare le loro carte deontologiche e il mancato rispetto comporta la sanzione dell’Ordine, mentre per gli altri soggetti della comunicazione interviene l’Agcom.

Quello che preoccupa l’Autorità è la crescita delle espressioni d’odio online e il legame con fenomeni di discriminazione. “Secondo molte statistiche – ha detto il Commissario Antonio Nicita – negli ultimi anni in molti Paesi si è assistito ad un preoccupante incremento dei fenomeni di discriminazione basata su etnia, genere, orientamento sessuali, condizioni personali. Di qui la necessità di porre maggiore attenzione al fenomeno, pur nel pieno rispetto della libertà d’espressione”. Nicita ha aggiunto che “non esiste alcuna contrapposizione tra libertà d’espressione ed espressioni d’odio. Il nostro slogan è ‘ci sono tante parole, scegliamo quelle giuste’, quelle cioè che non ledano la dignità umana, grazie a stereotipi o generalizzazioni decontestualizzate”.

Il regolamento stabilisce i principi di non discriminazione e di contrasto all’hate speech. I fornitori di media audiovisivi e radiofonici, si legge nel documento, “osservano una serie di cautele e indirizzi, ponendo particolare attenzione alla identificazione del contesto specifico di riferimento rispetto a possibili rappresentazioni stereotipate e generalizzazioni che, attraverso il ricorso a espressioni di odio, possano generare pregiudizio nei confronti di persone che vengano associate ad una determinata categoria o gruppo oggetto di discriminazione, offendendo così la dignità umana e generando una lesione dei diritti della persona”.

La Rai, quale gestore del servizio pubblico, è chiamata a promuovere la diffusione di contenuti che valorizzano la non discriminazione, il rispetto della dignità umana, il contrasto all’istigazione a violenza e odio. I fornitori di servizi media audiovisivi e radiofonici, anche privati, sono invitati a promuovere iniziative sull’inclusione, sulla promozione della diversità e sui diritti fondamentali della persona. Sono previsti codici di condotta con le piattaforme online per contrastare la diffusione di discorsi d’odio sui social media.

In presenza di violazioni sistematiche e particolarmente gravi, l’Agcom avvia un procedimento sanzionatorio confrontandosi con l’Ordine professionale se la violazione riguarda giornalisti. L’Agcom può diffidare il fornitore di servizi a non reiterare la condotta.

 

Notizia pubblicata il 06/06/2019 ore 19.23

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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