Ci sono troppe differenze fra i Comuni per il costo della Tari, la tariffa dei rifiuti: si paga in media quasi 300 euro, ma ci sono enormi diversità locali, e così se a Salerno la spesa è di 462 euro a famiglia, ad Ascoli Piceno si ferma a 160 euro. Per questo l’Adoc chiede di rivedere il sistema tariffario. La tariffa rifiuti Tari nello scorso anno è pesata, in media, per poco meno di 300 euro a famiglia, il 28% in più rispetto a quanto si pagava per la Tasi, secondo i dati del Servizio Politiche Territoriali della Uil. Per l’Adoc “serve un regolamento unico nazionale basato su criteri di equità e reale produzione dei rifiuti”.
“Per la Tari riteniamo sia necessario un regolamento nazionale che preveda criteri di tariffazione unica in tutta Italia, basati sull’effettiva produzione di rifiuti – dichiara Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – adottando criteri di misurazione dei rifiuti, attraverso la pesatura o il sistema di svuotamento “vuoto per pieno” collegando i volumi ai kg prodotti. Oggi la Tari si calcola quasi esclusivamente sulla superficie calpestabile di unità immobiliari, iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti, utilizzando quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte. Un criterio iniquo, che va a penalizzare chi produce pochi rifiuti o adotta un sistema di raccolta differenziata rispettando tutti i canoni. Con la conseguenza che il peso economico dell’imposta è molto elevato per numerosi nuclei familiari. In media nel 2015 la spesa è stata di 296 euro, 66 euro in più rispetto alle precedenti previsioni della Tasi, con discrepanze enormi tra Comune e Comune: ad esempio a Salerno la spesa è stata di 462 euro l’anno a famiglia, mentre ad Ascoli Piceno la spesa si è attestata a 160 euro. Oltre 300 euro di differenza.”
“Crediamo sia doveroso rivedere il sistema tariffario, improntandolo a criteri di equità e correttezza che oggi sembrano mancare – prosegue l’associazione – Non è solo una questione economica, ma anche ambientale. Sarebbe opportuno, inoltre, prevedere la presenza di tutte le Associazioni di rappresentanza, comprese le Associazioni dei consumatori, nel processo di definizione degli standard qualitativi e quantitativi dei contratti di servizio stipulati tra i gestori dei rifiuti urbani e le amministrazioni locali”.


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1 thought on “Tari, Adoc: costo medio di circa 300 euro ma troppe differenze fra Comuni

  1. ALL’ELEVATO COSTO DELLA TARI NON CORRISPONDE UN SERVIZIO DI QUALITA’ ALMENO MEDIA. Cssonetti rotti e fatiscenti in nimero limitato con spazzature che si accumulano sui marciapiedi e frequenza di raccolta molto limitata.

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