Federconsumatori e Adusbef la chiamano “cronaca di un caos annunciato” e parlano di cifre da capogiro per alcuni Comuni che hanno già deciso quali aliquote applicare per la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili (sicurezza, verde pubblico, illuminazione stradale): la prima rata andrà pagata entro il 16 giugno e i Comuni hanno tempo fino al 23 maggio per decidere sulle aliquote da applicare. Tempi strettissimi, dunque, e ancora tanta incertezza.
Non solo. “Dai pochi Comuni che già hanno deliberato proviene infatti un segnale allarmante: tutti sono orientati all’applicazione di aliquote ben al di sopra del minimo previsto, attestandosi tra il 2,5 ed il 3,3 per mille”, affermano le due associazioni. Le stime fatte da Federconsumatori relative ad un appartamento tipo (in A2, di cento metri quadri, per una famiglia di tre persone e senza detrazioni) prevede che la Tasi costerà 927 euro a Torino, 878 euro a Roma, 700 euro a Venezia, 598 euro a Milano e 351 euro a Ravenna. “La detrazioni, come purtroppo avevamo preventivato, saranno nettamente inferiori rispetto a quelle previste per l’IMU: nei comuni più virtuosi raggiungono i 110-120 euro, a cui si sommano 30-50 euro per ogni figlio a carico con età inferiore a 26 anni – scrivono Federconsumatori e Adusbef – Alla luce delle scarse detrazioni previste, vogliamo ricordare che circa 5 milioni di famiglie che prima, grazie alle detrazioni sull’IMU, non pagavano alcun importo, ora si troveranno a sostenere per la Tasi cifre ragguardevoli”.
C’è poi ancora molta incertezza su quanto pagare. Molti Comuni ancora non hanno deliberato le aliquote, la scadenza è ormai fissata al 23 maggio e sembra remota l’ipotesi di uno slittamento della scadenza del pagamento fissata al 16 giugno. I cittadini, insomma, ancora non sanno quando e soprattutto quanto dovranno pagare. Commentano le due associazioni: “Una fase di indeterminatezza che, come denunciamo da tempo, non manca di riportare effetti estremamente negativi principalmente sull’andamento dei consumi, dal momento che i cittadini non sono in grado o comunque hanno estrema difficoltà nel programmare qualsiasi tipo di spesa fino a quando non sapranno quali saranno gli importi da esborsare per la Tasi.Per evitare questa situazione sarebbe necessario far slittare la prima rata a settembre, dando respiro alle famiglie e dando tempo ai comuni di deliberare aliquote eque e detrazioni adeguate”.

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