Il Governo accolga la tesi dell’Antitrust e non arretri, dice l’Unione Nazionale Consumatori. La politica deve avere il coraggio di fare le riforme, commenta Codici. Giusto rimuovere i vincoli per gli Ncc, sostiene Federnoleggio. La posizione è quella che l’Autorità ha diffuso in una segnalazione inviata al Parlamento in cui si chiede una rapida riforma del servizio taxi e noleggio con conducente e una regolamentazione “meno invasiva possibile” per i servizi come Uber Pop. Di fronte a una legge sulla mobilità non di linea datata, risalente all’ormai lontano 1992, l’Antitrust ha sollecitato a un intervento nel settore a garanzia della concorrenza, sulla scia dell’evoluzione del mercato, e per una maggiore offerta di servizi al consumatore.

Governo e Parlamento accolgano le tesi dell’Antitrust e non arretrino rispetto agli articoli appena cancellati – così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha accolto la posizione dell’Autorità –  L’eliminazione dell’assurda regola secondo la quale l’inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire alla rimessa, situata nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione, introdotta per volontà dei tassisti nel 2008 e che non prevista nella norma quadro originaria del 1992, è sacrosanta. Introdurla nuovamente significherebbe rendere il servizio inefficiente e gravare sulle tasche dei consumatori, visto che il maggior costo del viaggio sarebbe poi traslato sul cliente finale”. Per l’associazione bisogna dunque guardare avanti e non fermare le innovazioni che, attraverso la tecnologia, stanno cambiando la mobilità.”Quanto allo sviluppo di quelle che lo stesso Antitrust chiama le forme di servizio più innovative e benefiche per i consumatori, ossia le nuove piattaforme di servizi tecnologici per la mobilità come Uber, il Governo – dice Dona – non può consentirsi di bloccare le innovazioni, che sono alla base dello sviluppo economico”.

“In favore di modifiche radicali e liberalizzazione del servizio taxi e Ncc” è anche l’associazione Codici, che chiede di tutelare il consumatore con l’accesso a servizi di qualità e a prezzi equilibrati. Codici “seguirà con grande attenzione gli sviluppi di un settore, quello della mobilità non di linea, che è destinato ad aprirsi al mercato ed adeguarsi alla domanda ed alle nuove piattaforme tecnologiche, come è successo per altri settori. Non si deve avere paura – prosegue l’associazione – di cambiare lo status quo, anche perché i servizi si evolvono e se la normativa non segue a ruota, il risultato sarà la rivolta sociale dove ognuno continuerà a preservare il suo piccolo orticello a discapito della collettività. La politica deve avere il coraggio di fare le riforme, queste fanno progredire un Paese, infatti se l’Italia è rimasta ingessata per decenni è perché la classe politica bada ad essere riconfermata, e per ottenere ciò bisogna rimanere immobili per non urtare la sensibilità delle lobbies”.

Di “novità importante” ha parlato anche Federnoleggio, per la quale serve una revisione del settore, mirata a rimuovere i vincoli burocratici, territoriali ed operativi che gravano sui trasporti pubblici non di linea e sugli NCC in particolare. Dice la Federazione di noleggio auto e autobus con conducente di Confesercenti: “Attualmente per gli NCC ci sono limiti, imposti da una legge approvata nel 1992, che con il passare del tempo sono divenuti anacronistici. Un danno non solo per imprese e consumatori, ma per l’intera economia: in questo modo si imbriglia un settore dinamico, fatto di 60mila imprenditori che danno occupazione a circa 200mila persone”.

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