TopNews / Etichetta nutrizionale, le reazioni italiane alla lettera BEUC-multinazionali

Una lettera aperta con capofila BEUC, l’organizzazione europea di consumatori (per l’Italia comprende solo Altroconsumo), e sottoscritta anche da multinazionali come Nestlè, Coca Cola, Danone, Unilever e Pepsi Cola, è stata inviata al vicepresidente della Commissione europea Timmermanns, al vicepresidente Katainen e ai commissari Andriukaitis e Bienkowska.

Oggetto della lettera è il tema scottante dei cosiddetti “profili nutrizionali” e sui “clamis salutisti”, cioè gli slogan che decantano presunti “virtù” di un prodotto da magiare o bere.

La lettera sollecita la Commissione a chiudere una volta per tutte la questione, sulla quale si discute da anni. E si richiama la lotta all’obesità oltre alla necessità di avere “un quadro giuridico” definitivo.

La vicenda si trascina ormai da quando, anni fa, GB per prima aveva lanciato la famigerata “etichetta semaforo”, un sistema di semplificazione delle informazioni nutrizionali, in base alla quale il parmigiano reggiano o l’olio extra vergine di oliva erano alimenti pericolosi (rosso!) e invece una Coca cola era una bevanda non dannosa (verde).

I consumatori italiani nella totalità avevano subito espresso l’ostilità verso un sistema così distorto nella sua estrema semplificazione; così pure il Ministero dell’agricoltura, Coldiretti etc.; decisamente contrari anche medici nutrizionisti e pediatri.

Poi a marzo scorso sono scesi in campo i protagonisti del food & beverage mondiale come Coca-Cola Company, Mars, Mondelez International, Nestlé, PepsiCo e Unilever,  che si erano schierati ufficialmente per un sistema di etichettatura così concepito e “armonizzato a livello Ue”. In una nota congiunta, le società, veri e propri colossi del mercato del cibo e delle bevande, avevano annunciato di aver “lanciato una task force per integrare informazioni sulle porzioni allo schema di codici colore applicato in Gran Bretagna e in Irlanda”. I progressi del lavoro, si affermva nella nota, “saranno condivisi con le parti interessate, come gli altri operatori del settore alimentare, i dettaglianti, le ong e la Commissione europea per raccogliere feedback e identificare una soluzione credibile e praticabile”.

Insomma, un “endorsement” che potrebbe risultare decisivo per l’adozione, a livello Ue, di una misura che fa discutere nel metodo e nel merito.

Adesso a sorpresa c’è l’adesione del BEUC, che a marzo aveva espresso qualche riserva su un sistema semplificato di tre colori (dopo che in un primo momento sembrava sostenere l’etichetta semaforo).

Le reazioni delle associazioni dei consumatori non si sono fatte attendere. A sole 24 ore di distanza dalla notizia della lettera, Adoc precisa che “L’etichettatura a semaforo è basata su un sistema nutrizionale assolutamente fuorviante per i consumatori, non comprendiamo in tal senso la posizione favorevole assunta dal BEUC”.

“Questo sistema”, aggiunge Roberto Tascini, presidente dell’associazione, “penalizza inoltre i prodotti italiani e di altri paesi europei con perdite nelle quote di mercato, soprattutto per le produzioni più piccole, locali e tradizionali, e per i prodotti d’eccellenza Made in Italy come l’olio extra vergine e il Parmigiano Reggiano DOP. A nostro avviso non è uno strumento di garanzia della salute del consumatore ma anzi, riportando una informazione parziale, potrebbe indurlo a sbagliare nelle sue scelte, distorcendone così progressivamente la percezione della qualità dei prodotti alimentari presenti sul mercato.”

 “Ormai non ci stupiamo più di nulla, però continuiamo ad indignarci, specialmente quando i diritti dei cittadini vengono calpestati in nome dei grandi interessi economici”, commenta Federconsumatori.

Una classificazione del tutto semplicistica ed approssimativa. Se questa forma di profilo nutrizionale dovesse essere adottata in via definitiva l’Unione Europea commetterebbe un grave errore. Per questo facciamo appello alle istituzioni comunitarie affinché ascoltino le Associazioni dei consumatori, quelle che veramente difendono ogni giorno i diritti dei cittadini, no quelle come il BEUC finanziate dalle imprese”.

 

Di Antonio Longo

 

Notizia pubblicata il 17/05/2017 ore 17.07

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