Mense scolastiche romane, Genitori denunciano: si vuole risparmiare sulla qualità

Tempi bui per le mense delle scuole della Capitale. Lo scorso 6 Novembre è scaduta la gara d’appalto per l’assegnazione del servizio di refezione scolastica per i prossimi 5 anni. Il capitolato previsto dal Comune prevede una serie di provvedimenti destinati ad abbassare enormemente la qualità del servizio a fronte di un base d’asta maggiore, che inciderà sulle tariffe. La denuncia arriva dai genitori di una della scuole romane, la Carlo Pisacane che domani incontreranno l’assessore Gianluigi De Palo per manifestargli tutto il loro dissenso.

Al centro del malcontento dei genitori il fatto che anziché aumentare la quota di prodotti biologici da utilizzare , tendenza diffusa in tutta Europa e caldeggiata dalle raccomandazioni dei nutrizionisti e dalle indicazioni delle organizzazioni internazionali quali la Fao, il bando ne prevede una drastica riduzione dal 70 al 50%: alcuni alimenti basilari della dieta mediterranea (patrimonio immateriale dell’Unesco) come olio extra vergine di oliva, pasta e pomodori non saranno più biologici.

Vengono poi cancellate le disposizioni sugli adeguamenti e le migliorie che necessariamente dovrebbero essere imposte alle aziende vincitrici del bando e vengono eliminate le iniziative sull’educazione alimentare previste nel passato capitolato.

I capitolati d’appalto inoltre burocratizzano il sistema e determineranno un servizio decisamente più scadente di quello attuale ma ad un prezzo addirittura maggiorato. Per fare un esempio, la procedura richiesta per dimostrare quale camion si utilizza per il trasporto, ha un costo stimato di 21 centesimi a pasto ovvero 4 milioni e 725 mila euro/anno: oltre 20 milioni in 5 anni!

“Si tratta di un arretramento clamoroso nella qualità dei servizi pubblici per le scuole del comune, dopo che negli anni passati con grande fatica gli standard di qualità erano stati aumentati grazie alle mobilitazioni dei genitori e degli insegnanti” concludono i genitori che  chiedono “la sospensione e la rimodulazione del bando su nuovi criteri, nell’attesa prorogando per un anno quello attuale, e l’avvio di un vero processo di consultazione con tutti i soggetti coinvolti ed i comitati mense. In questo modo si potrà arrivare, finalmente, alla definizione di un bando pubblico che garantisca per i bambini delle scuole un’alta qualità dei prodotti, una corretta educazione alimentare, una manutenzione delle strutture e tutto ad un prezzo equo”.

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