ACQUISTI. Gruppi d’acquisto online, chi ci guadagna?

Chi non ha mai desiderato passare una giornata in una pista automobilistica su una Ferrari? E chi non ha mai avuto voglia di farsi un giro in mongolfiera? Oggi, nell’era del social buying, tutto questo è possibile e alla portata di molti. Grazie ai portali di Gruppi d’Acquisto, da Groupon a Groupalia, passando per Living Social e Letsbonus, che ogni giorno offrono a chi è registrato, ma anche a chi non lo è, decine e decine di "deal" cioè annunci scontati per acquisti svariati. Si va dai più comuni pacchetti di bellezza, che comprendono massaggi, trattamenti dimagranti, parrucchiere, estetista e via dicendo, alle offerte per la salute: pulizia dei denti, test sulle intolleranze alimentari e mappa dei nei.

Non poteva mancare il settore hight tech con offerte di smartphone, iPad e telecamere per tutti i gusti. Con pochi euro si può prenotare una cena in un ristorante di lusso o anche in un semplice ristorante della città, pagando di meno del solito. Il settore dei viaggi e dei weekend è forse quello più ricco di offerte: si può dormire in castelli sconosciuti, agriturismi immersi nella natura oppure si può andare verso le tradizionali mete turistiche.

Il tutto sempre ad un prezzo incredibilmente basso (all’apparenza) con sconti che arrivano fino al 90% sui prezzi "normali". A volte bisogna attendere 24 o 48 ore per sapere se l’offerta è andata a buon fine, poiché bisogna raggiungere un preciso numero di acquirenti, a volte basta un semplice click, con il numero di carta di credito e l’acquisto è fatto. In pochi mesi il fenomeno dei gruppi d’acquisto online, nato negli Stati Uniti pochi anni fa, si è sviluppato così tanto che è difficile trovare una casella di posta elettronica dove non abbia mai fatto capolino un’offerta del genere. Secondo un recente studio di comScore, l’Italia è al top in Europa, insieme a Francia e Gran Bretagna, per l’utilizzo dei coupon offerti dai gruppi di acquisto online e la percentuale sembra esser destinata a crescere ancora di più.

Groupon che è il capostipite del fenomeno ha registrato, secondo Forbes, il più alto tasso di crescita nella storia; è quotato in borsa ed ha addirittura rifiutato la proposta di acquisizione da parte di Google per 6 miliardi di dollari. In Italia, per adesso, è il leader del settore: conta quasi 7 milioni 200.000 utenti unici e, secondo la rubrica Top Brands on the Web di Blogmeter, nel periodo novembre 2010-gennaio 2011, ha dominato sui social media italiani con 1.236 citazioni (pari al 73% del totale). I suoi principali competitor sono Living Social e Groupalia. Quest’ultimo è nato in Spagna e conta attualmente già 1.854.000 utenti unici italiani. Groupon e Groupalia, secondo i dati Nielsen dello scorso febbraio, sono stati cliccati rispettivamente da 5 milioni e da 1 milione e mezzo di utenti unici.

Un vero business sicuramente per chi gestisce questi siti: Groupon trattiene il 40% più Iva su ogni offerta, mentre gli altri ne trattengono il 30%. Help Consumatori ha contattato la titolare di un ristorante di Roma che ha raccontato come avviene la trattativa tra l’esercente e il gruppo d’acquisto: "Ti contattano con i loro rappresentanti che, invece di vendere il vino vendono coupon, e ti propongono di partecipare alla loro offerta che è solitamente al 50% del prezzo normale, in questo caso di una cena. Mettiamo che la cena costa 100 euro, loro la offrono a 50 e si trattengono il 40% più Iva di questi 50 euro. A me rimane il 60% tassato. Quindi io preparo una cena da 100 euro e ne incasso meno di 30".

E come avviene il pagamento? "Il pagamento dell’offerta arriva alla fine dell’asta: il 50% subito e il resto alla fine del periodo dell’offerta, dopo che questa è scaduta. Ma i gruppi d’acquisto pagano soltanto i coupon venduti effettivamente, quelli che non sono riusciti a venire al ristorante restano a loro".

E allora perché un ristorante o una qualsiasi attività dovrebbe partecipare a queste offerte? "E’ una questione di pubblicità, perché essere su Gropon o su Groupalia vuol dire rivolgersi direttamente ad un target di persone che forse non si sarebbe mai raggiunto. E poi per la legge dei grandi numeri si spera sempre che qualcuno di quelli che vengono a mangiare con il coupon poi ci ritornano. Anche se io fin’ora non ho visto tornare nessuno". Anche perché ad essere clienti con il coupon c’è il rischio di sentirsi come "clienti di serie B". Ma il cliente non perdona e se non è soddisfatto può scriverlo sui social network che sono i principali luoghi di discussione attorno alle varie offerte. Su Facebook, Twitter e Friendfeed, infatti, gli utenti possono condividere velocemente il deal del momento con altri utenti vicini geograficamente e raccogliere risposte tempestive ed eventuali adesioni per la conclusione dell’affare.

Bisogna stare molto attenti però: il campo dei diritti dei consumatori è ancora un po’ oscuro. Sicuramente è importante leggere bene le condizioni di vendita e di assistenza. I coupon sono validi in determinate fasce di tempo, in determinati giorni della settimana ed in alcuni casi è richiesta la prenotazione. E si sta già parlando di fenomeno di overbooking: molti consumatori non riescono a soddisfare il loro acquisto perché l’esercente non ha abbastanza posti e non prende le prenotazioni. E allora che si fa? Si contatta il gruppo d’acquisto e questo dovrebbe fornire un altro coupon dello stesso valore. Ma intanto lui ha incassato i soldi e il consumatore li ha spesi senza comprare nulla!

di Antonella Giordano

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