OSSERVATORIO. Mutui casa a tasso fisso e a tasso variabile: quale scegliere?

Questa settimana vi presentiamo una piccola guida pensata per coloro che desiderano accedere al credito per l’acquisto della propria abitazione. Ogni giorno vi presentiamo un argomento riguardante questo tipo di finanziamenti con indicazioni utili per informarsi sui migliori mutui a tasso fisso o variabile e scegliere il più adatto.

Come rilevato dal Bollettino Statistico di Banca d’Italia, infatti, il metodo di pagamento più utilizzato per l’acquisto per la casa è proprio il prestito casa, attivato con diverse rate o durate e tassi di interesse disparatissimi scelti in base alle esigenze specifiche del cliente.

Quando si decide di accendere un mutuo casa, spesso e volentieri il dubbio maggiore è sul tasso d’interesse; fisso, variabile, con cap, misto? È davvero un bel dilemma. I mutui casa a tasso fisso sono indicati per coloro i quali desiderano avere sempre la certezza della rata che dovranno corrispondere alla banca mensilmente.

Il tasso d’interesse è indicizzato all’I.R.S. e viene stabilito alla stipula del contratto tra la banca e il mutuatario. Fino a tre anni fa i mutui a tasso fisso erano quelli più richiesti dalle famiglie italiane, proprio perché permettono di avere la sicurezza della rata. Non sempre però questo tipo di finanziamento è tra i più convenienti sul mercato. Generalmente il tasso d’interesse risulta molto più alto in percentuale rispetto agli altri tipi di mutuo.

I mutui casa a tasso variabile permettono di accendere un finanziamento il cui tasso è sempre in linea con le variazioni del mercato. Possono essere indicizzati all’Euribor a un mese o a tre mesi e all’M.R.O. ovvero il tasso stabilito dalla Banca Centrale Europea. Al tasso d’interesse verrà poi aggiunto uno spread la percentuale del quale è stabilita dalla banca erogante; lo spread è la percentuale di guadagno che l’istituto di credito ricava dalla concessione del mutuo.

I mutui casa a tasso variabile con cap permettono al cliente di beneficiare delle oscillazioni dei mercati ma allo stesso tempo di usufruire del cap, ovvero di un tetto massimo oltre il quale l’importo della rata mensile non può andare. Il cap viene stabilito al momento della stipula del contratto sulla base del tasso d’interesse, del capitale erogato e della durata del finanziamento. Importante sapere che questo tipo di mutui hanno rate iniziali più alte rispetto ai mutui a tasso variabile tradizionali.

I mutui casa a tasso misto permettono di cambiare il tasso da fisso a variabile e viceversa a partire da alcune condizioni stabilite alla stipula del contratto. Tali condizioni variano a seconda della banca che eroga il finanziamento: può succedere che venga offerta la possibilità di partire a tasso fisso e solo dopo qualche anno (3 -5 anni) sia possibile passare al tasso variabile; può succedere che la banca permetta di passare da un tasso all’altro in qualsiasi momento; può succedere che dopo alcuni anni a tasso fisso il mutuo passi automaticamente a tasso variabile.

La scelta di un tasso piuttosto che un altro varia a seconda delle esigenze del mutuatario e a seconda delle sue capacità di spesa. Una volta deciso il tasso d’interesse al quale si desidera indicizzare il proprio mutuo, per effettuare la scelta giusta, è bene fare un confronto mutui casa tra le diverse offerte presenti sul mercato.

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