OSSERVATORIO. Salgono e scendono le domande di prestiti personali

Al giorno d’oggi, nonostante la crisi e la scarso potere d’acquisto dei consumatori, gli italiani non vogliono rinunciare all’acquisto dei beni di consumo più in voga, dai dispositivi mobili come smartphone o tablet, ai veicoli, automobili o motociclette, e tanto meno a servizi come spa o vacanze in capo al mondo. Per poter accedere alla liquidità necessaria per ottenere questi beni, quindi, spesso decidono di sottoscrivere dei finanziamenti, informandosi online sui migliori prestiti personali e scegliendo quello più adatto alle proprie esigenze.

La crisi economica che ha colpito i mercati internazionali continua, però, ad avere effetti sulle micro economie delle imprese e delle famiglie del nostro Paese. Secondo il Barometro Crif, la domanda di credito da parte delle imprese italiane nel primo semestre 2010 ha fatto segnare un secco -9%, rispetto ai valori dello stesso periodo del 2009. A prima vista un dato contraddittorio rispetto alla leggera ripresa dell’economia e dei prestiti “erogati” che, secondo Banca d’Italia, sono aumentati del 3,2% nei primi tre mesi del 2010. Dal mondo delle imprese tutti concordano sulla relazione tra calo dell’attività e domanda di credito.

Secondo Crif un dato sulle richieste così negativo è imputabile, all’evidente confronto sfavorevole con lo stesso periodo del 2009, durante il quale i prestiti personali toccarono un +21%. Tuttavia, il calo sembra fisiologico pur in uno scenario di moderata ripresa economica. Oggi le banche sono diventate decisamente molto più selettive di un tempo in relazione alla concessione dei prestiti personali sia alle famiglie che alle imprese. La cautela, probabilmente è dovuta al timore che i clienti non siano in grado di restituire la somma richiesta.

«Il trend tracciato – spiega Enrico Lodi, direttore generale di Crif – pone in evidenza le reazioni delle imprese: dopo il riflesso “di pancia” con l’impennata della domanda del primo semestre 2009, come se l’aspettativa fosse di un imminente e drammatico razionamento del credito, le richieste si sono riposizionate su livelli più razionali, che spiegano il calo del primo semestre 2010. D’altro canto, negli ultimi 18 mesi è stata registrata una significativa contrazione della propensione ad investire, in attesa di un consolidamento della ripresa». Si aspettano dunque tempi migliori per investire le proprie risorse in progetti a medio o lungo termine che siano. Si cerca di prevedere come andrà il futuro in modo da non effettuare mosse sbagliate che possano compromette la micro economia della propria azienda o addirittura delle propria famiglia.

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