Telemarketing, UNC: Registro delle opposizioni ancora poco efficace

L’abbonato si iscrive al Registro delle opposizioni se non desidera più essere contattato dagli operatori di telemarketing. In caso contrario vale il principio del “silenzio assenso”. Ma sul funzionamento del Registro, che ormai ha compiuto più di un anno, le polemiche continuano a fioccare e le associazioni dei consumatori tornano periodicamente a denunciare le troppe telefonate indesiderate che vessano i cittadini. L’ultima segnalazione è di oggi e viene dall’Unione Nazionale Consumatori. “A distanza di poco più di un anno dalla sua istituzione, il Registro pubblico delle opposizioni si è dimostrato poco efficace”. È quanto afferma il segretario generale dell’associazione Massimiliano Dona.

Sono infatti numerose le segnalazioni che arrivano ogni giorno agli sportelli dell’associazione da pare di cittadini che, nonostante siano iscritti al Registro, continuano a ricevere telefonate commerciali indesiderate.  “Il Registro – spiega Dona – ha come finalità quella di vietare le invadenti chiamate dei call center verso coloro che non sono interessati a ricevere comunicazioni commerciali. A giudicare però dalla mole di segnalazioni che pervengono alla nostra Unione, il fenomeno è ancora assai diffuso, un po’ per la mancanza di informazioni tra gli utenti, ma anche perché l’impianto sanzionatorio non è efficace”.

Le polemiche tornano ormai a cadenza periodica. Lungi dal funzionare in modo semplice, come promette il sito del Registro – “Il Registro Pubblico delle Opposizioni è un nuovo servizio concepito a tutela del cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato e, in pari tempo, è uno strumento per rendere più competitivo, dinamico e trasparente il mercato tra gli Operatori di marketing telefonico. Il sistema è chiaro, di facile accessibilità e semplice fruizione” – periodicamente le associazioni dei consumatori denunciano che i cittadini continuano a ricevere chiamate indesiderate. Di recente c’è tornato anche il Garante Privacy, che lo scorso 27 marzo ha deciso un provvedimento di blocco del trattamento dei dati nei confronti di tre società, operanti nel telemarketing, che non solo facevano telefonate pubblicitarie indesiderate a utenti iscritti nel Registro, ma non rendevano identificabile la linea chiamante.

La realizzazione e gestione del Registro, istituito con il DPR 178/2010, è stata affidata dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Fondazione Ugo Bordoni. Che online ha pubblicato da giorni una nota in cui parla di “campagna denigratoria” nei confronti del Registro. “Da mesi la Fondazione Ugo Bordoni assiste a una campagna denigratoria nei confronti del Registro Pubblico delle opposizioni, di cui è il Gestore con compiti di natura tecnica. Tale campagna è supportata da motivazioni strumentali o quanto meno inesatte e confuse”, spiega la Fondazione.

Di fronte all’accusa che il registro non funziona, ribatte: “Quando sentiamo affermare che il Registro non funziona, la maggior parte delle volte si confonde l’impianto normativo con l’effettivo funzionamento del servizio. Mentre l’adozione in Italia dell’opt out nel telemarketing telefonico può essere soggetto a posizioni discordanti, non lo può essere altrettanto il funzionamento del servizio. La validità della soluzione tecnica implementata dal Gestore del servizio, la Fondazione Ugo Bordoni, è confermata dal lavoro svolto finora. Per quanto riguarda il servizio fornito agli abbonati, il Gestore ha gestito tutte le richieste di iscrizione pervenute entro il giorno lavorativo successivo, ha iscritto quasi un milione di cittadini, ha fornito assistenza e supporto predisponendo un apposito help desk a disposizione di tutti i cittadini e promosso iniziative di sensibilizzazione sulle nuove regole e sugli strumenti di tutela”. La Fondazione afferma inoltre che al momento le sanzioni emesse dall’Autorità Garante per la Privacy “sono evidentemente insufficienti per scoraggiare gli operatori inadempienti”. E contesta il fatto che con il registro il telemarketing sia diventato più aggressivo. “Sono affermazioni prive di riscontro – afferma – La certezza è che in seguito all’istituzione del Registro sono stati introdotti dei nuovi obblighi per gli operatori di telemarketing, grazie ai quali i cittadini hanno la possibilità di tutelare meglio i propri diritti”.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, che oggi denuncia l’esistenza di troppe telefonate indesiderate, se esiste una certa responsabilità dei consumatori, perché in molti casi non sanno che se hanno dato un consenso sottoscrivendo un contratto, continueranno a ricevere telefonate da quell’operatore, “andrebbe però rivisto l’intero impianto normativo alla base del Registro, – afferma Dona – a partire dalla artificiosa separazione tra l’organo che lo gestisce (la Fondazione Bordoni, facente capo al Ministero dello Sviluppo Economico) e quello che ne controlla il rispetto (il Garante della Privacy, che è un’Autorità indipendente)”.

“Ricordiamo anche – conclude il segretario generale UNC – che il Registro è il frutto di una rivoluzione che ha capovolto il precedente regime normativo: prima non si potevano fare telefonate se il ricevente non aveva dato il proprio consenso, adesso si possono fare a tutti coloro che non abbiano manifestato la propria opposizione. Un regime più permissivo, quindi, che però si presta ad abusi commessi talvolta per ignoranza talvolta per malafede”. Facile prevedere che le segnalazioni dei cittadini continueranno.

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