Cellulare, migliore amico degli italiani anche con la crisi: 4 ore al giorno tra web, telefonate e sms

Cellulare, mio cellulare! Sembra sia questa la frase preferita degli italiani, anche nei momenti di crisi. Anzi forse è proprio nei momenti difficili che il telefonino si conferma il migliore amico dei nostri compaesani. Oggi gli italiani passano il 25% del loro tempo tra web, chiamate ed sms, in media 4 ore al giorno: un vero e proprio boom, scoppiato nei primi 3 mesi del 2012, secondo la rilevazione condotta su 40.000 utenti da SuperMoney, il portale accreditato dall’Agcom per il confronto dei servizi telefonici. E visto che si passa tanto tempo insieme al proprio telefono, si cercano dei prodotti specifici, con determinate caratteristiche e costi. E per scegliere quello giusto ci si fa aiutare da un comparatore, mettendo le tariffe cellulari a confronto per trovare quella che meglio si accorda all’utilizzo che ne facciamo.

E il fatto che le persone usino il cellulare sempre più di frequente e per fare sempre più cose non deve stupire, perché ormai col cellulare si possono controllare anche i propri movimenti bancari grazie ad applicazioni dedicate. Cioè mentre aumenta la disoccupazione e il costo della vita ha raggiunto livelli insostenibili, aumenta anche il tempo che gli italiani passano al telefonino, tra connessione a Internet, telefonate ed sms. Praticamente il settore dei cellulari è l’unico che in Italia non conosce crisi: si è disposti a rinunciare ad altre spese, ma non a quelle per il telefonino.

Tra il primo trimestre del 2011 e i primi 3 mesi del 2012 è aumentato del 36% il tempo di connessione al web tramite smartphone, toccando il record delle 3 ore e 15 minuti al giorno. E ad impennarsi sono anche le attività tradizionali, come le chiamate e l’invio di sms: rispetto al primo trimestre del 2011 si registra un aumento del 13,19% delle telefonate ricevute e del 3,81% di quelle ricevute; la durata media di una chiamata segna un +3,41% per quelle effettuate (attestandosi intorno ai 4 minuti e mezzo) e un +2,34% per quelle ricevute (4,18 minuti medi). I messaggi di testo sono aumentati dell11,63% passando da 6,5 a 7,3 sms inviati ogni giorno. A conti fatti, ogni giorno gli italiani trascorrono circa 37 minuti parlando al cellulare (24 minuti per le chiamate in uscita, 13 minuti per quelle in entrata), circa un quarto d’ora al giorno se ne va inviando sms (ipotizzando di dedicare in media due minuti a ogni messaggio) e per circa 3 ore e un quarto si naviga sul web da cellulare.

Tra le  attività preferite dagli italiani connessi alla rete con smartphone ci sono al primo posto l’invio di email, al secondo i servizi di messaggistica istantanea, al terzo l’uso dei social network (Facebook in testa). Ma ci sono anche attività più “costruttive”, come la ricerca di offerte di lavoro, la consultazione di annunci immobiliari e di altri servizi e prodotti come viaggi, hotel e ristoranti.

Infine, quanto sono disposti a spendere gli utenti per un abbonamento di telefonia mobile che includa traffico internet, chiamate, sms? Il 35% del campione richiede tariffe che abbiano un costo massimo di 20 euro al mese; il 32% è orientato a offerte fino a 40 euro la mese; tra i 40 e i 60 euro si concentra il 16% della domanda, mentre il 17% degli utenti richiede tariffe con un costo superiore ai 60 euro mensili.

“In un periodo di gravi difficoltà economiche come quello che l’Italia sta attraversando, stupisce rilevare come gli italiani siano disposti a spendere così tanto tempo e denaro in un’attività apparentemente non indispensabile, come l’uso del cellulare – commenta Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney – In realtà, è evidente che per la maggior parte dei consumatori, il telefonino e internet sono ormai diventati beni di prima necessità, non soltanto per svagarsi e comunicare, ma anche per affrontare le molteplici attività della vita quotidiana, come la ricerca di un lavoro o di una casa. Per questo motivo, puntare sul settore mobile, offrendo prodotti e servizi di qualità agli utenti, può rivelarsi una scelta vincente”.

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