Covid, dal Cdm via libera alla proroga dello stato d'emergenza
Covid-19, Università Bologna: correlazione tra mortalità e obesità lieve. E in UK è lotta al sovrappeso
Un Indice di Massa Corporea tra 30 e 35 aumenta il rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. Lo sa bene Boris Johnson che, secondo i media inglesi, dopo la sua esperienza con il Coronavirus sta preparando una dura campagna di lotta all’obesità
Una condizione di obesità lieve può essere associata a un rischio maggiore di sviluppare insufficienza respiratoria, di necessitare il ricovero in terapia intensiva e di mortalità. Rischi da considerare indipendentemente dall’età, dal genere e dalla presenza di altre malattie. Sono le conclusioni dello studio “How important is obesity as a risk factor for respiratory failure, intensive care admission and death in hospitalised Covid-19 patients?” condotto dal Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. La ricerca è stata pubblicata sullo European Journal of Endocrinology.
Fino ad oggi le ricerche realizzate sulla correlazione tra obesità e Covid-19 erano necessariamente basate su un numero di casi limitato. Il gruppo di ricerca dell’Università di Bologna che ha realizzato questo nuovo studio ha invece basato le sue conclusioni a partire da informazioni connesse a quasi cinquecento pazienti ricoverati per Coronavirus.
Obesità e Covid-19, quale la correlazione
Cosa si intende per “condizione di obesità lieve”? Si intende una persona con un Indice di Massa Corporea (IMC) tra 30 e 35. L’IMC è un dato biometrico che mette in correlazione il peso corporeo con l’altezza. Si calcola dividendo il peso, espresso in kg per il quadrato dell’altezza, espressa in metri, come indice indiretto di adiposità (IMC, kg/m2). Secondo la classificazione dell’Organizzazione mondiale della sanità un IMC tra 30 e 34,99 riguarda una persona con obesità di primo grado.
Il perché di questa correlazione è però da chiarire. Le possibilità sono diverse: un indebolimento della risposta immunitaria alle infezioni virali, alterazioni delle funzioni polmonari, stati di infiammazione cronica connessi all’obesità. “Il prossimo passo sarà cercare di individuare i meccanismi che sono alla base di questo collegamento. Ha spiegato Matteo Rottoli, ricercatore dell’Università di Bologna che ha guidato lo studio .
“La nostra ipotesi è che le conseguenze dell’infezione da SARS-CoV-2 siano legate al profilo metabolico dei pazienti. Questo indicherebbe quindi un possibile ruolo dell’obesità, in connessione con la sindrome metabolica e con il diabete”
Le conclusioni portano a rivalutare al ribasso la condizione di obesità considerata a rischio mortalità e complicanze da Covid-19. Infatti, le linee guida sviluppate da diversi paesi, come Regno Unito e Stati Uniti, per individuare le categorie maggiormente a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19 indicano oggi tra i loro criteri un Indice di Massa Corporea superiore a 40. Si tratta di un valore che corrisponde ad un livello di obesità severa. “Il nostro studio ha mostrato che tutti i livelli di obesità sono associati allo sviluppo di forme gravi di Covid-19- ha detto Rottoli – Questi risultati suggeriscono quindi che anche le persone affette da obesità lieve dovrebbero essere identificate come parte della popolazione maggiormente a rischio”.

La Gran Bretagna prepara una campagna anti obesità prima di una nuova ondata Covid-19
In Gran Bretagna qualcosa sta cambiando, forse anche a seguito dei momenti difficili affrontati dal premier Boris Johnson ammalatosi di Coronavirus. Secondo quanto riferito dal The Guardian, Downing Street sta pianificando quella è stata definita una “guerra contro l’obesità” dopo che Johnson aveva avuto bisogno di cure intensive per Covid-19. E, – si legge sul sito inglese – secondo quanto riportato il primo ministro aveva accusato tra le cause il suo peso.
Il governo è pronto a lanciare una campagna di emergenza per “snellire” la nazione e ridurre l’incidenza di condizioni come il diabete di tipo 2. Un’azione da realizzare prima di una seconda ondata di coronavirus prevista per l’autunno.
In UK troppo alti i tassi di obesità
Il Regno Unito ha registrato il più alto tasso di mortalità per coronavirus in Europa. Un potenziale fattore potrebbe essere l’alto tasso di obesità e le condizioni legate allo stile di vita associate come il diabete di tipo 2 e l’ipertensione, che sono fortemente associate a complicanze da Covid-19.
In Inghilterra si registrano i livelli più alti d’Europa di IMC. In particolare, il 64% degli adulti è classificato come sovrappeso o obeso e il 29% obeso. Il programma previsto – si legge sul The Guardian – coinvolgerà risorse del Sistema Sanitario Nazionale e piani dietetici esistenti, nonché organizzazioni esterne come Weight Watchers e app dedicate.

