Digital life, Censis: italiani soddisfatti, ora serve superare le diversità di accesso

Digital life, Censis: italiani soddisfatti, ora serve superare le diversità di accesso

Chi vive in zone già soggette a digital divide continua ad avere problemi. Tablet e pc non possono essere scelti liberamente dai consumatori. I gestori aderiscono su base volontaria. Sono solo tre delle criticità che continuano a essere segnalate nei confronti del piano voucher per l’acquisto di tablet e pc.

Il piano voucher per tablet e pc

Si tratta del bonus pc e internet partito ufficialmente all’inizio di novembre.

Il bonus è dedicato alle famiglie con Isee inferiore a euro 20.000 e consiste in uno sconto sul canone di abbonamento a servizi di connettività Internet a banda ultralarga in caso di nuove attivazioni di utenze di rete fissa e nella fornitura di un personal computer o tablet.

Il contributo per l’acquisto di personal computer o tablet è erogato solo nel caso di contestuale attivazione del servizio di connettività.

I cittadini possono utilizzare i voucher, del valore massimo di 500 euro, per l’acquisto di servizi di connettività a banda ultralarga e un tablet o pc. Il bonus è dunque utilizzabile come sconto sul canone internet e per la fornitura di personal computer e tablet.

 

5G banda ultralarga

 

Piano voucher “svantaggioso per gli utenti”

Il piano voucher per l’acquisto di tablet e pc è svantaggioso per gli utenti, tornano a denunciare le associazioni dei consumatori.

Federconsumatori racconta di aver ricevuto molte richieste di informazioni e assistenza sui voucher stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico per agevolare l’accesso a internet in banda ultra larga alle famiglie meno abbienti. È un piano, ribadisce l’associazione, che ha molti aspetti critici soprattutto per le condizioni di accesso all’agevolazione e per gli oneri che comporta.

«I voucher – ribadisce Federconsumatori – sono riservati agli utenti che sottoscrivano un contratto di accesso a internet con velocità almeno di 30 Mbps o che comunque, in caso di contratto già in essere, preveda prestazioni migliori a quelle attuali: tale condizione genera però un doppio svantaggio nelle aree afflitte dal digital divide per la banda larga e ultralarga, poiché i residenti in queste zone non solo non possono disporre di connessioni ad internet con prestazioni elevate, ma finiscono per restare esclusi anche dalle agevolazioni economiche del Piano Voucher».

Altre criticità del piano voucher

Altri sono gli aspetti messi in discussione. Uno è l’adeguatezza del tetto di spesa per gli apparati: il prezzo dei dispositivi che rispondono alle specifiche tecniche è quasi sempre superiore ai 300 euro previsti dalla normativa, quindi il contributo si trasforma solo in uno sconto sul costo del device.

Altro aspetto critico è la volontarietà dell’adesione al Piano da parte dei gestori. A questo si aggiunge poi che la scelta fra tablet e pc da abbinare all’offerta è dell’operatore. E questo, spiegano i consumatori, contrasta con la libertà di scelta dei consumatori e lede la concorrenza prospettando fenomeni di lock-in contrattuale (con difficoltà a svincolarsi).

 

Piano voucher, le correzioni richieste

Il piano voucher per tablet e pc va dunque migliorato. Federconsumatori e ADOC hanno trasmesso a MISE, AGCom e Antitrust una nota congiunta per sottolineare le criticità e per apportare correzioni. Il piano prevede un secondo step di erogazione per cui le due associazioni hanno chiesto di applicare dei correttivi almeno per la prossima fase:

  • allargare la platea degli aventi diritto alle agevolazioni alle aree di digital divide;
  • eliminare la velocità minima di connessione richiesta;
  • svincolare l’acquisto di PC e tablet dall’obbligo di farlo in bundle con la sottoscrizione del servizio di connettività (permettendo quindi ai beneficiari di acquistare i dispositivi in autonomia anche presso altri canali);
  • rendere obbligatoria l’adesione al Piano da parte dei gestori;
  • rendere trasparenti e chiare le caratteristiche tecniche ed economiche delle offerte predisposte dagli operatori, mettendo l’utente in condizione di verificarne la effettiva disponibilità al proprio domicilio prima di aderirvi;
  • assegnare l’onere di misurazione della connessione non all’utente, come attualmente previsto, ma all’operatore;
  • richiedere, in luogo della semplice autocertificazione, la presentazione dell’ISEE per evitare utilizzi impropri dell’agevolazione.

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