Accesso universale ai vaccini per fermare la pandemia
Accesso universale ai vaccini, la richiesta: sospendere i brevetti
L’accesso universale ai vaccini è l’unica soluzione per fermare la pandemia. Le richieste di Amnesty e Medici Senza Frontiere
L’accesso universale ai vaccini e alla tecnologia è l’unica soluzione per fermare la pandemia. Vaccini per tutti, e non solo per i paesi che possono comprarli. Condivisione delle tecnologie e delle conoscenze. Sospensione temporanea dei brevetti e dei diritti di proprietà intellettuale. Sono fra le richieste che arrivano dalle associazioni che si occupano di diritti umani, di salute e di disuguaglianze.
L’accesso universale ai vaccini permetterebbe infatti di fare fronte a quelle disparità per cui ci sono paesi che a oggi non hanno vaccinato ancora nessuno. Sono oltre cento paesi, dice Amnesty International. Il 75% dei vaccini somministrati è concentrato in soli dieci paesi, dice Medici Senza Frontiere.

Amnesty: campagna globale per l’accesso universale ai vaccini
Si moltiplicano dunque le iniziative. Amnesty International lancia oggi una campagna globale per l’accesso universale ai vaccini contro Covid-19.
I paesi ricchi, denuncia l’associazione, hanno acquistato più della metà della fornitura mondiale di vaccini per una popolazione che rappresenta il 16% di quella mondiale. Gli stessi paesi hanno somministrato finora oltre il 60% delle dosi. Ma a livello mondiale oltre cento paesi non hanno vaccinato nessuno.
La campagna per l’accesso universale ai vaccini chiede che le aziende farmaceutiche condividano conoscenze e tecnologie in loro possesso per aumentare il più possibile il numero di dosi di vaccino disponibili a livello mondiale. Chiede poi agli stati di abbandonare il “nazionalismo vaccinale” e di lavorare insieme per assicurare l’accesso immediato ai vaccini salvavita contro il Covid-19 a tutte le persone del mondo maggiormente a rischio.
Vaccini e disuguaglianze mondiali
«Chi avrà accesso al vaccino contro il Covid-19, quando e a quale prezzo: sono alcune delle domande più importanti e dibattute che la nostra società si trova ad affrontare oggi. Le risposte però sono dettate dagli interessi degli stati e delle aziende più potenti – dice Stephen Cockburn, direttore del programma Giustizia economica e sociale di Amnesty International – Fino a ora, hanno creato una pericolosa situazione in cui le disuguaglianze globali nell’accesso ai vaccini stanno aumentando a dismisura senza alcun controllo. In questa gara, alcuni paesi ricchi hanno già distanziato gli altri, mentre il resto del mondo fatica a lasciare i blocchi di partenza. Ognuno merita di essere vaccinato. Quando si tratta del nostro diritto alla salute, non c’è spazio per le discriminazioni».
Amnesty chiede alle aziende dei vaccini – AstraZeneca, Moderna, Pfizer BioNTech – di condividere conoscenze e tecnologia. E chiede ai governi di derogare ad alcune disposizioni degli accordi Trips, un trattato mondiale che regolamenta i diritti di proprietà intellettuale. Significa insomma sospendere l’applicazione di brevetti e tutele in tema di proprietà intellettuale che a oggi ostacolano la produzione di vaccini da parte di altri produttori. È una deroga cui si oppongono proprio i paesi più ricchi.
L’appello di Medici Senza Frontiere: sospensione dei brevetti
«Chiediamo a tutti i governi, Italia compresa, di appoggiare la proposta di India e Sudafrica per la sospensione temporanea dei brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale su farmaci, test diagnostici e vaccini utili per la risposta al Covid-19 per tutta la durata della pandemia».
Così un appello di Medici Senza Frontiere che chiede farmaci e vaccini accessibili e si rivolge anche al Governo italiano. A oggi nel mondo, oltre 234 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate, pari a 3,1 dosi ogni 100 individui. Ma di queste il 75% sono concentrate in soli 10 paesi mentre la maggior parte dei paesi a medio e basso reddito sono rimasti sostanzialmente esclusi dalla prima fase della campagna vaccinale.
L’accesso universale ai vaccini è questione di equità, giustizia sociale e salute pubblica.
India e Sudafrica già a ottobre 2020 hanno presentato all’Organizzazione mondiale del commercio una proposta in cui si chiede una deroga ai brevetti e ad altri diritti di proprietà intellettuale su farmaci, vaccini, strumenti diagnostici e dispositivi di protezione individuale per tutta la durata della pandemia. Molti paesi che hanno competenze e tecnologie potrebbero aumentare la produzione di vaccini. A oggi la proposta è co-sponsorizzata da 58 governi e sostenuta da circa 100 paesi.
«Con la diffusione di nuove e più contagiose varianti – dice Medici Senza Frontiere – l’accesso universale a vaccini e tecnologie è l’unica soluzione possibile per fermare la pandemia».

