Riaperture, domani protestano centri commerciali e parchi divertimento. Fonte foto: Associazione parchi permanenti
Riaperture, domani giornata di protesta per centri commerciali e parchi divertimento
Domani sarà una giornata di protesta per centri commerciali e parchi divertimento che chiedono le riaperture. I primi abbassano le saracinesche per qualche minuto. I parchi acquatici e faunistici manifestano a Roma
Sarà un martedì di protesta per le riaperture, quello che si preannuncia domani. Protesta simbolica, come quella annunciata dai centri commerciali che per qualche minuto abbasseranno le saracinesche. Proteste che promettono di essere più colorate e addirittura a misura di bambino, come quella dell’associazione Parchi permanenti che rappresenta i parchi divertimento e chiede di anticipare le riaperture, ora fissate al 1° luglio.
L’associazione aderente a Confindustria ha lanciato anche una petizione per riaprire i parchi divertimento che al momento ha superato le 40 mila adesioni.

Centri commerciali ancora chiusi nel weekend
Domani alle 11 i punti vendita dei centri commerciali d’Italia manifesteranno contro le chiusure nel weekend col gesto simbolico di abbassare le saracinesche per alcuni minuti.
La protesta chiede la riapertura immediata nei giorni festivi e prefestivi, giornate nelle quali continuano a essere aperti solo i negozi di prima necessità.
L’iniziativa, che coinvolge oltre 30.000 negozi e supermercati, è promossa dalle Associazioni del commercio, ANCD-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, CNCC–Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione. I centri commerciali chiedono la revoca delle misure restrittive che da mesi impongono la chiusura dei negozi nel fine settimana, nei giorni per loro più importanti in termini di vendite e ricavi, e rivendicano i protocolli di sicurezza seguiti dai negozi e dai centri commerciali dall’inizio della pandemia.
Una delegazione delle associazioni del commercio sarà poi presente a Roma per un confronto con esponenti politici sul tema delle riaperture.
Riaperture, parchi divertimento in piazza
E sempre a Roma promette di essere particolarmente colorata la manifestazione indetta dai parchi divertimento, tematici e acquatici che si riuniranno in piazza del Popolo a Roma. La manifestazione di domani mattina è indetta dall’Associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Confindustria, che scende in piazza con «lo spettacolo delle mascotte e dei personaggi dei cartoni animati».
Nel calendario delle riaperture, per i parchi divertimento, acquatici e tematici la data fissata è il 1° luglio. La manifestazione in Piazza del Popolo domani alle 11.30 segue la petizione #NO1luglio, che ha raccolto migliaia di firme con la richiesta di anticipare il via libera ai parchi tematici e acquatici.
Sono parchi, rivendica l’associazione, «fondamentalmente all’aperto, con ampi spazi e con protocolli di sicurezza efficaci e già adottati con successo nel 2020. Eppure il Governo ha fissato la data di riapertura dei Parchi divertimento per il 1° luglio, dando la priorità ad attività che si svolgono al chiuso o che non offrono i livelli di sicurezza da noi garantiti».
Ci saranno anche i personaggi dei cartoon. La manifestazione promette di essere colorata e di portare sul palco le mascotte del settore. Saranno presenti i parchi del gruppo Costa Edutainment, Leolandia, MagicLand, Mirabilandia, Zoomarine, Gardaland e altri ancora.

La chiusura dei parchi divertimento
Dice Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia (BG): «Il Governo sta giocando con il futuro di migliaia di lavoratori, molti dei quali sono stagionali e dal 30 aprile hanno perso ogni sussidio. Le Istituzioni non possono continuare ad ignorarci. Chiediamo di poter aprire prima, come avviene all’estero e come sarebbe logico dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi riferite all’invito ai turisti stranieri di tornare in Italia a partire dal 15 maggio. Sarebbe spiacevole che i turisti trovassero chiusi solo i parchi a tema: le nostre sono attività sicure, all’aperto e i protocolli predisposti lo scorso anno hanno dimostrato di funzionare perfettamente».
Naturalmente ci sono i numeri della chiusura forzata. E l’assenza, denuncia l’associazione, di ristori e finanziamenti per il settore che conta in Italia «circa 230 strutture tra parchi a tema, faunistici, avventura e acquatici».
Nel 2019 ha generato un giro d’affari superiore ai 400 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro diretti (tra occupati fissi e stagionali). Cifre che salgono rispettivamente a 2 miliardi di euro e 60.000 addetti considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzioni e servizi collaterali. Nel 2020, dice Parchi permanenti, il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura, 5 parchi italiani sono passati sotto il controllo di fondi di investimento stranieri e si sono persi 10.000 posti di lavoro stagionali.

