Mobilità elettrica, Antitrust avvia istruttoria verso società Enel (Foto di andreas160578 da Pixabay)

Mobilità elettrica sotto i riflettori dell’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti delle società del gruppo Enel attive nel settore della mobilità elettrica per possibile abuso di posizione dominante. Le società Enel X Way S.r.l., Enel X Way Italia S.r.l. ed Ewiva S.r.l., dice l’Antitrust, “potrebbero aver attuato condotte escludenti nei confronti dei concorrenti non integrati attivi nella fornitura dei servizi di ricarica elettrica”.

L’Antitrust spiega che “per i soggetti che operano come CPO Charging Point Operator (Enel X Way Italia ed Ewiva, quest’ultima joint venture con il gruppo Volkswagen dedicata allo sviluppo delle infrastrutture a più alta potenza), sembra potersi configurare una posizione dominante nei mercati della installazione e della gestione di colonnine per la ricarica elettrica sul territorio nazionale”.

Ieri i funzionari dell’Autorità, insieme al Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi di Enel X Way, Enel X Way Italia, Ewiva e di alcune società non parti del procedimento.

Mobilità elettrica, perché indaga l’Antitrust

“In particolare, ad Enel X Way S.r.l., Enel X Way Italia S.r.l. ed Ewiva S.r.l. viene contestato un possibile abuso di posizione dominante consistente in una compressione dei margini degli operatori attivi nella fornitura dei servizi di ricarica elettrica alla clientela finale (c.d. Mobility Service Providers, MSP) – spiega una nota – Queste imprese risultano infatti praticare prezzi “all’ingrosso” (c.d. tariffe roaming, all’interno dei contratti di interoperabilità con i vari MSP) per l’accesso alle loro colonnine insufficienti a consentire una redditività minima se comparati con i prezzi al dettaglio praticati ai clienti finali dalla società del gruppo attiva come MSP attraverso la propria app “Enel X Way”. Secondo l’Autorità ciò avverrebbe sia con riferimento ai prezzi al consumo praticati al dettaglio sia – e ancor più – con riferimento ai cosiddetti “pacchetti” o “offerte flat” che consentono di prelevare un certo numero di kWh mensili a una cifra complessiva predeterminata”.

Questo comportamento sembra idoneo, spiega ancora l’Antitrust, a escludere dal mercato i providers attivi e a limitare l’eventuale ingresso di altri operatori non integrati che potrebbero essere interessati a questo mercato in via di sviluppo, anche per la possibile offerta di nuovi servizi a sostegno della mobilità elettrica di carattere innovativo.

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