Inflazione, Istat: a ottobre più 1,7% su base annua, rallenta il carrello della spesa (Foto Pixabay)

A ottobre l’inflazione cresce dell’1,7% su base annua, con una revisione al ribasso delle stime che davano più 1,8%, e rallenta il carrello della spesa che passa a più 6,1% (rispetto a più 6,3% delle stime). I dati definitivi dell’inflazione a ottobre 2023 diffusi oggi dall’Istat stimano una diminuzione dell’inflazione dello 0,2% su base mensile e un aumento di 1,7% su base annua, da +5,3% nel mese precedente (la stima preliminare era più 1,8%). L’inflazione su prodotti alimentari e bevande analcoliche è del 6,5% su base annuale.

Commenta l’Istituto: “A ottobre l’inflazione evidenzia un netto calo, scendendo a +1,7%, dato che non si registrava da luglio 2021 (+1,9%). La drastica discesa del tasso di inflazione si deve in gran parte all’andamento dei prezzi dei beni energetici, in decisa decelerazione tendenziale a causa dell’effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si registrarono forti aumenti dei prezzi del comparto. Un contributo al ridimensionamento dell’inflazione si deve inoltre alla dinamica dei prezzi dei beni alimentari, il cui tasso tendenziale scende al +6,3%, esercitando un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+6,1%). Infine, più contenuta è la flessione dell’inflazione di fondo, che a ottobre si attesta al +4,2% (dal +4,6% di settembre)”.

 

Istat prezzi al consumo per divisione di spesa ottobre 2023

 

L’andamento dell’inflazione a ottobre 2023

La decelerazione dell’inflazione su base tendenziale dipende soprattutto dal forte rallentamento su base tendenziale dei prezzi degli energetici, sia non regolamentati (passano da +7,6% a -17,7%) sia regolamentati (da -27,9% a -31,7%) e, in misura minore, di quelli degli alimentari non lavorati (da +7,7% a +4,9%) e lavorati (da +8,9% a +7,3%).

Questi effetti, precisa l’Istat, risultano solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi dei servizi relativi all’abitazione (da +3,7% a +4,0%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +3,8% a +4,0%).

Rallenta il carrello della spesa. Nel confronto annuale, infatti, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona passano da +8,1% a +6,1%, quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto scendono da +6,6% a +5,6%.

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