Da oggi in vigore i dazi Usa (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Dazi Usa, da oggi in vigore. Altroconsumo: “C’è tanta incertezza”
Sono entrati oggi in vigore i dazi Usa, per la Ue fissati al 15%. Altroconsumo: ancora tanta incertezza, manca un documento ufficiale e nei porti europei le merci restano ferme in attesa di chiarimenti sui “prodotti a dazi zero”
Sono entrati oggi in vigore i dazi Usa. Si applicano a decine di paesi, con una percentuale variabile fra il 15% e il 50%. Fra i paesi più colpiti ci sono Svizzera, Laos, Myanmar, Siria e Brasile. L’accordo con l’Unione europea fissa dazi Usa al 15% ma al momento molti aspetti sono incerti, anche perché non c’è un documento ufficiale. Nei porti europei le merci rimangono ferme in attesa di chiarimenti sui “prodotti a dazi zero”, evidenzia Altroconsumo.
Il possibile impatto sull’economia europea e sui consumatori è diverso e in parte incerto, articolato, e riguarda non solo i prezzi dei prodotti ma anche le possibili conseguenze nel tempo, legate alle scelte delle aziende (decideranno di aumentare i prezzi per compensare eventuali riduzioni di vendite negli Stati Uniti?) e agli effetti sulle bollette dell’energia. Nell’accordo rientra infatti l’impegno della Ue a comprare prodotti statunitensi di gas naturale liquefatto, petrolio e energia nucleare per un valore atteso di 750 miliardi di dollari (circa 700 miliardi di euro) nei prossimi tre anni.
Altroconsumo: c’è ancora tanta incertezza
«Oggi partono i dazi al 15% che gli USA applicheranno ai prodotti UE. C’è ancora tanta incertezza perché un testo ufficiale condiviso non c’è ancora soprattutto per quanto riguarda i dazi zero e quelli applicati sulle auto – spiega Anna Vizzari, coordinatrice Public Affairs Altroconsumo – L’incertezza porta con sé effetti anche sui tassi di cambio e sui mercati finanziari. Ma la cosa che è emersa più forte in questi giorni è l’annuncio di Trump di un aumento ancora dei dazi al 35% se la UE non facesse gli investimenti di 600 miliardi di euro promessi nell’incontro del 27 luglio con Trump. Se davvero la UE dovesse fare investimenti così rilevanti in USA appare chiaro che molte risorse europee che sarebbero potute rimanere all’interno del mercato unico per aumentare la nostra produttività, investire in innovazione e efficienza energetica saranno veicolate invece in USA».
La concorrenza del mercato europeo
Altroconsumo sottolinea la necessità di investire nella Ue per aumentare e rinforzare il mercato unico interno e renderlo concorrenziale.
«Mai come in questo momento, l’Europa deve dimostrare di essere unita e coesa sull’obiettivo di un vero mercato unico europeo. Maggiore concorrenza interna significherebbe condizioni migliori per i cittadini, contribuendo a mitigare i rischi di inflazione e recessione che i dazi, siano essi imposti o subiti, inevitabilmente generano – prosegue Vizzari – E l’introduzione dell’euro digitale potrebbe contribuire a creare un effettivo mercato unico europeo dei pagamenti, in grado anche di compensare gli effetti negativi della guerra commerciale e di ridurre la dipendenza dell’Unione europea nel mercato dei pagamenti dai circuiti extraeuropei. I prossimi mesi saranno cruciali da questo punto di vista».

