(Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Dazi Usa, quale impatto sui consumatori?
Altroconsumo analizza il possibile impatto dei dazi Usa al 15% sui consumatori italiani. Ma ci sono ancora tanti punti da chiarire
Quali saranno gli effetti dei dazi Usa sui consumatori italiani? Entreranno in vigore il 7 agosto i dazi Usa, con tariffe che passano da una media del 4,8% al 15%. Molti dettagli non sono ancora ufficiali, ci sono diversi aspetti che vanno ancora definiti, per cui capire le conseguenze dei dazi sui consumatori e, a cascata, sull’economia non è facile.
Altroconsumo prova a considerare i possibili effetti dei dazi Usa al 15% sui consumatori italiani.
Un primo punto evidenziato dall’associazione è che “i consumatori non vedranno aumenti diretti sui prodotti americani che acquistano abitualmente – da jeans e cosmetici fino a ketchup e whisky. Il vero rischio arriva però dalle bollette: l’impegno europeo ad acquistare 750 miliardi di euro di gas liquefatto USA potrebbe far salire i costi energetici”.
Le aziende italiane che esportano negli States, dal canto loro, potrebbero aumentare i prezzi sul mercato interno per compensare le riduzioni delle vendite negli Stati Uniti.
Dazi Usa, l’accordo (per quello che si sa)
Molte sono ipotesi, anche se probabili. Molto però è ancora da definire. Ad aprile il presidente Usa Trump aveva annunciato dazi al 30% sulle merci esportate dall’Europa negli States. Poi, con l’accordo Usa-Ue del 27 luglio in Scozia, si è scesi al 15%. In precedenza, i dazi in media erano al 4,8%. Al momento sono fuori dall’accordo acciaio ed alluminio (il dazio resta al 50% con possibilità di riduzione per quote) e gli alcolici, su cui si tratterà nei prossimi giorni.
Dovrebbero essere esenti da dazi, sia in Ue che negli Usa, gli aerei e le loro componenti, alcuni prodotti chimici e alcuni tipi di farmaci, i macchinari per produrre microprocessori, alcune risorse naturali e materie prime critiche, alcuni prodotti agricoli. È possibile un’esenzione per i superalcolici (ma non per il vino).
Altroconsumo ricorda poi che l’Ue, dal suo canto, non ha ritoccato i dazi a cui sono sottoposti i prodotti americani che importa. Ha inoltre promesso l’acquisto dagli Stati Uniti di 750 miliardi di dollari di gas naturale liquefatto (Gnl), petrolio e di energia nucleare e si è impegnata ad acquistare armi dagli States, a investire 600 miliardi di dollari oltreoceano e ad aprire le frontiere a più prodotti alimentari statunitensi.
Gli effetti sui prezzi
Se questo è il quadro generale di quello che si sa sui dazi Usa, cosa potrebbe succedere ai prezzi? Le tariffe verranno applicati ai prodotti europei e italiani venduti negli Stati Uniti, per cui i primi a vedere gli effetti dei dazi dovrebbero essere proprio i consumatori statunitensi, con un rialzo dei prezzi dei prodotti importati. L’Ue non ha risposto con contro-dazi, quindi i prezzi dei prodotti made in Usa o fatti in Europa con materie prime americane non avranno aumenti significativi.
“Tra questi ci sono: jeans, cosmetici, alcuni alimenti (ketchup, formaggi, noccioline, cotone, patate, salmone, noci, pompelmi, vaniglia, frumento, tabacco, cacao, cioccolato, succhi di agrumi), superalcolici (vodka, rum, whisky, bourbon), ma anche trattori, Suv, e poi consolle, videogiochi, accessori come borse e portafogli, ricambi per biciclette e giochi per bambini”, spiega Altroconsumo.
Ci sono però gli effetti indiretti legati agli alti dazi che gli Usa hanno annunciati verso paesi, come India e Brasile, grandi esportatori di materie prime. Queste potrebbero dunque diventare più care e a catena salirebbero di prezzo i prodotti statunitensi che le utilizzano, come l’elettronica e l’high tech.
“Per i prezzi dei prodotti italiani ed europei potrebbero esserci ripercussioni nel tempo, anche se non è detto”, analizza Altroconsumo.
C’è il rischio che le imprese, per compensare la riduzione di vendite e i minori guadagni sul mercato statunitense, aumentino i prezzi dei prodotti in Italia.
Gli effetti sulla bolletta dell’energia
Un altro possibile effetto non è legato ai dazi ma all’intesa trovata fra Ue e Usa, che prevede l’impegno dell’Europa a comprare più gas liquefatto naturale (Gnl) dagli Stati Uniti, per 750 miliardi di euro in totale fino al 2027.
Se l’accordo verrà confermato “si tratterebbe di sostituire gas russo con un’alternativa per noi più costosa per via del trasporto via nave, dello stoccaggio, della rigassificazione – spiega Altroconsumo – E questo potrebbe avere un impatto sulla bolletta di luce e gas di imprese e famiglie e quindi anche sui prezzi, visto che le imprese potrebbero scaricare i maggiori costi energetici proprio sui prodotti e servizi offerti ai cittadini”.
Incertezza sui farmaci
Incertezze ci sono anche per il costo dei farmaci. Al momento non si sa se saranno previsti dazi di un livello massimo del 15% per tutti i farmaci prodotti in Europa o se saranno esclusi alcuni medicinali definiti “essenziali”.
“Quello che sappiamo, però, è che i dazi alle esportazioni negli States difficilmente comporterebbero un aumento immediato dei prezzi per noi italiani ed europei, anche perché nel nostro settore farmaceutico esistono dei meccanismi regolatori che impedirebbero sbalzi di prezzo “da un giorno all’altro” – prosegue Altroconsumo – Sul lungo periodo, però, le aziende farmaceutiche potrebbero cercare di trasferire sui consumatori italiani ed europei la riduzione delle vendite dovuta ai dazi. Non sappiamo se, come e quando potrebbe avvenire ma, in questo caso, gli aumenti andrebbero a incidere soprattutto sulla nostra spesa pubblica: la maggioranza dei farmaci che utilizziamo in Italia, infatti, sono ospedalieri o di fascia A (su ricetta medica, versando solo il ticket) e sono pagati in gran parte dal Servizio sanitario nazionale”.
Dazi e agroalimentare
Si guarda molto all’impatto dei dazi Usa sull’agroalimentare. Il rischio che i prodotti esportati negli Stati Uniti aumentino di prezzo c’è. Bisognerà allora vedere se i consumatori americani continueranno a comprare alimenti e bevande italiane o se le aziende, per mantenere le vendite, preferiranno non alzare i prezzi o alzarli poco nonostante dazi più alti. Per alcuni prodotti alimentari i dazi al 15% saranno inferiori a quelli attuali. C’è poi ancora il “mistero dei prodotti a dazi zero” sui quali nessuno ha finora una precisa lista.

