Le parole del consumatore: TPO e DMTA (Foto Pixabay)
Le parole del consumatore: TPO e DMTA
Vietati e sotto accusa due sostanze contenute negli prodotti per gli smalti gel e il semipermanente. Una scheda sul TPO e sul DMTA
Dal 1° settembre nei prodotti per la preparazione dei gel e semipermanenti per unghie due sostanze sono state vietate: il Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (TPO) e il Dimethyltolylamine (DMTA). Cosa sono e perchè sono stati vietati? E’ bene saperlo come è importante controllare sempre gli Inci delle etichette qualora fossero identificati ancora in prodotti in commercio.
Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (TPO)
Funzione
Fotoiniziatore impiegato nei gel e nei semipermanenti per unghie. Consente al gel di passare dallo stato liquido a solido quando esposto a luce UV o LED. noto per l’alta stabilità termica, bassa volatilità ed efficienza nell’iniziare reazioni di polimerizzazione UV. Utilizzato in adesivi, inchiostri e polimeri.
Origine
Sintetica
Pericolosità
Il TPO è stato classificato come sostanza tossica per la riproduzione (CMR) di categoria 1B. Tale classificazione si applica dal 1° settembre 2025. Questa classificazione ha determinato, dalla stessa data, l’inclusione obbligatoria del TPO nell’Allegato II (sostanze vietate) del Regolamento sui cosmetici n. 1223 del 2009.
Dimethyltolylamine (DMTA)
Funzione
Condizionatore impiegato nei gel e semipermanenti per unghie. Agisce migliorando l’adesione dei primer, delle lucidature e dei gel alla superficie dell’unghia.
Origine
Sintetica
Pericolosità
Considerato disturbatore endocrino e associato a potenziali effetti tossici. Vietato dal 1° settembre 2025 perché inserito nell’Allegato II (sostanze vietate) del Regolamento sui cosmetici n. 1223 del 2009.
Classificazione CMR
Le sostanze che sono state oggetto di classificazione CMR armonizzata a livello europeo sono elencate nell’Allegato VI del Regolamento 1272 del 2008 che riguarda la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche. Tale allegato viene regolarmente aggiornato per tenere conto dei progressi delle conoscenze scientifiche.
Gli effetti delle sostanze CMR sono classificati in 3 categorie:
Sostanze cancerogene per l’uomo accertate o presunte: CMR 1A e CMR 1B
La classificazione di una sostanza come cancerogena di categoria 1 avviene sulla base di dati epidemiologici e/o di dati ottenuti con sperimentazioni su animali. Tale classificazione può avvenire ove ne siano noti effetti cancerogeni per l’uomo sulla base di studi sull’uomo, oppure di Categoria 1B per le sostanze di cui si presumono effetti cancerogeni per l’uomo, prevalentemente sulla base di studi su animali.
CMR 2 per i quali si sospettano effetti
Sostanze di cui si sospettano effetti cancerogeni per l’uomo. La classificazione di una sostanza nella categoria 2 si basa sui risultati di studi sull’uomo e/o su animali non sufficientemente convincenti per giustificare la classificazione della sostanza nelle categorie 1A o 1B, tenendo conto della forza probante dei dati e di altre considerazioni. Tali dati possono essere tratti da studi che dimostrano la presenza di effetti cancerogeni limitati per l’uomo o per gli animali.
Sostanze CMR (Cancerogene, Mutagene, Reprotossiche)
Cancerogene: possono indurre lo sviluppo di tumori.
Mutagene: sostanze che possono provocare alterazioni genetiche.
Reprotossiche: tossiche per la riproduzione

