Crisi climatica, i disastri colpiscono 136 mila bambini al giorno (Foto Ron Lach per Pexels)
Crisi climatica, i disastri colpiscono 136 mila bambini al giorno
La crisi climatica è una crisi dei diritti dei bambini, i più colpiti da disastri ambientali ed eventi meteo estremi. 1 miliardo di bambini al mondo vive in paesi ad altissimo rischio, 739 milioni in paesi in grave scarsità d’acqua. Negli ultimi trent’anni, 136 mila bambini al giorno colpiti da disastri climatici
La crisi climatica è una crisi dei diritti dei bambini. Perché siccità, incendi, ondate di calore, inondazioni, cicloni tropicali ed eventi climatici estremi costringono milioni di bambine e bambini a lasciare le proprie case, interrompere la scuola e vivere in condizioni di grave vulnerabilità. L’impatto della crisi climatica sui bambini e sulle bambine si traduce in numero impressionanti, che le organizzazioni a tutela dei minori rilanciano in occasione della Cop30, la conferenza delle Nazioni Unite appena iniziata in Brasile.
L’impatto della crisi climatica sui bambini
Circa 1 miliardo di bambini, quasi la metà dei bambini del mondo, vive in paesi ad “altissimo rischio” per gli effetti dei cambiamenti climatici, ricorda l’Unicef. Un bambino su tre, ovvero 739 milioni in tutto il mondo, vive già in zone esposte a una scarsità d’acqua elevata o molto elevata e la crisi climatica rischia di peggiorare tutto questo. Nel 2024, almeno 242 milioni di studenti in tutto il mondo hanno subito interruzioni scolastiche a causa di eventi meteorologici estremi.
L’Unicef spiega poi che, in assenza di intervento, entro il 2050 i cambiamenti climatici causeranno altri 28 milioni di casi di malnutrizione acuta (bambini troppo magri rispetto alla loro altezza) e 40 milioni di casi di malnutrizione cronica (bambini troppo bassi rispetto alla loro altezza). Secondo Save the Children, circa 48 milioni di bambini l’anno vengono colpiti da disastri climatici.
Da qui il richiamo perché i negoziati e i negoziatori della Conferenza Onu tengano in conto i diritti dei bambini nei dibattiti sulla crisi climatica e sulle azioni da intraprendere per fronteggiarla in modo efficace.
«La crisi climatica riguarda tutti noi, i bambini e il pianeta che condividiamo – ha dichiarato Martina Bogado Duffner, Senior Climate Advocacy Advisor di Save the Children – L’urgenza di affrontare gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici sui più piccoli non è mai stata così evidente. Negli ultimi 30 anni, dall’inizio della COP, una media di 136 mila bambini al giorno è stata colpita da disastri climatici e tanti altri dovranno convivere con gli effetti della crisi climatica se non lavoreremo collettivamente per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C.»
Le politiche climatiche e i diritti dei bambini
«Stiamo già assistendo a shock climatici sempre più frequenti, che mettono a rischio il futuro dei bambini. E sappiamo che senza un intervento urgente, la crisi climatica continuerà ad accelerare – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’Unicef Italia – A livello nazionale, le Parti possono impegnarsi ad accelerare politiche, azioni e finanziamenti inclusivi e incentrati sui bambini e sui giovani unendosi ai firmatari della Dichiarazione sui bambini, i giovani e l’azione per il clima, che fornisce un quadro di riferimento per il dialogo e l’azione a livello nazionale».
«Anche le politiche climatiche devono tener conto dei diritti e delle necessità dei più giovani. Un futuro migliore è ancora alla nostra portata, ma è necessario agire ora», ha aggiunto Graziano.
L’invito ai leader presenti alla Cop30 è quello di proteggere i bambini e aumentare i finanziamenti per il clima a loro tutela; ridurre le emissioni e rispettare con urgenza gli accordi internazionali sulla sostenibilità e sui cambiamenti climatici; responsabilizzare bambini e giovani e garantire che siano inclusi come “agenti di cambiamento e parti interessate chiave nei processi decisionali in materia di clima a tutti i livelli”, includendo i bambini e i giovani come osservatori e negoziatori nelle delegazioni dei paesi e nei gruppi di negoziazione alla COP30.
Una crisi dei diritti dell’infanzia
Gli impegni di riduzione delle emissioni presentati finora (che non riguardano la maggioranza dei paesi) porterebbero a una diminuzione globale del 17% entro il 2035, lontana dal 60% necessario.
Save the Children ribadisce l’urgenza di proteggere il futuro dei più giovani e intensificare i finanziamenti e le azioni per il contrasto al cambiamento climatico perché “la crisi climatica è una crisi dei diritti dell’infanzia che colpisce prima e in maniera peggiore i bambini, minacciandone la salute, l’istruzione e il futuro, soprattutto nei Paesi più vulnerabili”.
Secondo un’analisi di Save the Children, circa 48 milioni di bambini all’anno, ovvero in media 136 mila al giorno, sono stati colpiti da disastri climatici da quando, trent’anni fa, si è tenuta la prima Cop, Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Una ricerca condotta dalla Vrije Universiteit Brussel e pubblicata da Save the Children all’inizio di quest’anno mostra che quasi un terzo dei bambini che oggi hanno cinque anni – circa 38 milioni– sarà risparmiato da un’esposizione “senza precedenti” al calore estremo se verrà raggiunto l’obiettivo di 1,5 °C (in realtà piuttosto lontano, perchè al momento sembra difficile riuscire a evitare un superamento nei prossimi anni).
Sono sempre i bambini dei paesi più poveri a subire l’impatto più pesante della crisi climatica e dai disastri ambientali: i bambini dei paesi a basso reddito o a reddito medio-basso sono in media oltre l’80% delle persone colpite ogni anno.

