Amazon, oggi lo sciopero nazionale. Filt Cgil: adesione al 70-75%
Amazon, sindacati proclamano il primo sciopero di tutta la filiera il 22 marzo
Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltras hanno proclamato unitamente uno sciopero generale di 24 ore di tutta la filiera Amazon. Sindacati: “La multinazionale americana prenda atto che deve confrontarsi con le rappresentanze dei lavoratori”
È il primo sciopero della filiera Amazon d’Italia quello indetto per lunedì 22 marzo. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltras hanno proclamato unitamente uno sciopero generale di 24 ore dei dipendenti diretti dei magazzini, cui è applicato il contratto nazionale della Logistica, e di tutti i lavoratori e le lavoratrici delle aziende di fornitura in appalto di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci della filiera Amazon in Italia.
Amazon, le motivazioni dello sciopero
La trattativa tra Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Assoespressi, sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon – si legge in una nota Ansa – “si è interrotta bruscamente a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato“. È quanto comunicato dai sindacati ai lavoratori.
Diverse le rivendicazioni sindacali alla base dello sciopero: la verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la verifica e la contrattazione dei turni di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali ed il rispetto delle normative su salute e sicurezza.
“È il primo sciopero della filiera Amazon d’Italia e sicuramente d’Europa – evidenzia in una nota il segretario nazionale della Filt Cgil, Michele De Rose – un’iniziativa che non ha riscontro nemmeno negli Stati Uniti. La multinazionale americana deve prendere atto, suo malgrado, che il sindacato fa parte della storia del nostro Paese e con le rappresentanze dei lavoratori deve confrontarsi, nel rispetto di un sistema corretto di relazioni sindacali e delle tutele e regole previste dal Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”.

La campagna di Amnesty International a sostegno dei lavoratori
I diritti dei lavoratori di Amazon sono stati anche al centro di diversi interventi di Amnesty International.
“L’azienda prende di mira e intimidisce i lavoratori che chiedono condizioni di lavoro migliori e più sicure. È il momento di supportare le lavoratrici e i lavoratori di Amazon”.
Questo l’appello che l’Organizzazione ha lanciato con la sua ultima campagna, che segnalava l’aumento delle accuse secondo cui Amazon avrebbe minato i tentativi di sindacalizzazione in diversi Paesi.
“Le accuse – si legge sulla pagina dedicata alla campagna – includono la società che monitora e analizza i gruppi privati di Facebook dei lavoratori e delle lavoratrici, un’affermazione che la multinazionale non ha negato. Ci sono prove che Amazon abbia speso centinaia di migliaia di dollari per un nuovo sistema tecnologico per spiare i lavoratori. Alcuni di quelli che hanno espresso preoccupazione per le cattive condizioni di lavoro durante il Covid-19 hanno subito azioni disciplinari o sono stati licenziati”.
E proprio in occasione del Black Friday 2020, Amnesty aveva pubblicato il rapporto “Amazon lasci i lavoratori organizzarsi in sindacato”, che raccontava le condizioni dei lavoratori del gigante online in Francia, Polonia, Regno Unito e Stati Uniti d’America.
Amnesty denunciava, in particolare, l’azione di Amazon volta a contrastare i tentativi dei lavoratori di organizzarsi in sindacato e avviare trattative collettive, attraverso la sorveglianza negli Usa e la minaccia di azioni legali nel Regno Unito. Segnalava, inoltre, la mancata assunzione da parte dell’azienda di provvedimenti-chiave per assicurare la salute e la sicurezza dei lavoratori in Francia e Polonia.

