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Centri commerciali nel weekend, per ora non si riapre

Salta la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana. Questo almeno quanto emerge dal testo finale del decreto aperture, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in cui manca il riferimento alla possibilità di riaprire i centri commerciali e i parchi commerciali anche nel weekend a partire dal 15 maggio, come era emerso invece nelle bozze precedenti.

Salta la riapertura dei centri commerciali nel weekend

A segnalare il fatto all’Ansa è il presidente di Federdistribuzione Alberto Frausin che all’agenzia di stampa ha dichiarato: «Prendiamo atto che la riapertura dei centri commerciali durante il fine settimana è stata cancellata, senza alcuna spiegazione. Non possiamo accettare che le aziende del commercio, che hanno sempre risposto con responsabilità durante tutte le fasi dell’emergenza pandemica, non abbiano una prospettiva certa sulla data di riapertura dei punti vendita, a differenza di tutti gli altri settori».

Le associazioni ANCC-Coop, ANCD-Conad, Confcommercio, Confimprese, CNCC–Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione avevano chiesto la riapertura di tutti i punti vendita in centri, parchi e gallerie commerciali, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, anche nei weekend.

«Sin dall’inizio dell’emergenza, – avevano detto qualche giorno fa –  centri, parchi e gallerie commerciali hanno adottato protocolli di sicurezza stringenti che offrono tutte le garanzie necessarie a tutelare al meglio consumatori, dipendenti e fornitori dal rischio di contagio».

E hanno segnalato che la chiusura delle strutture nei giorni festivi e prefestivi attuata finora «hanno comportato 140 giornate di chiusura e notevoli danni alle imprese del commercio, con perdite sul giro d’affari nell’ordine del -40% rispetto al 2019».

UNC: decisione iniqua e assurda

La mancata riapertura dei centri commerciali nel fine settimana è però oggetto di critica anche da parte dell’Unione Nazionale Consumatori. Per l’associazione si tratta di una scelta «iniqua e assurda» nonché priva di motivazione scientifica «visto che basta regolare gli ingressi per evitare gli assembramenti», dice  il presidente dell’associazione Massimiliano Dona.

«Questa decisione, peraltro, è controproducente ai fini di contenere la pandemia, – prosegue Dona – visto che la conseguenza in passato è sempre stata, in tutti i momenti di maggior afflusso come a Natale, di produrre assembramenti nei centri storici. I centri commerciali, invece, essendo quasi sempre fuori città e nelle zone periferiche, diminuiscono la pressione dalle vie centrali delle metropoli».

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