La dinamica promozionale e le abitudini di acquisto dei consumatori, ieri il Webinar

La dinamica promozionale e le abitudini di acquisto dei consumatori, ieri il Webinar

A gennaio l’inflazione torna positiva. L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività aumenta infatti dello 0,7% su base mensile e dello 0,4% su base annua (da -0,2% di dicembre). La stima preliminare dell’Istat era +0,2%.

L’aumento su base mensile, spiega l’Istat, dipende soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici sia regolamentati (+4,8%) sia non regolamentati (+2,3%), dei Beni durevoli (+1,0%) e dei Beni alimentari (+0,8%). L’inflazione torna positiva perché si attenua la flessione dei beni energetici, accelerano i beni durevoli ed è meno ampio il calo dei prezzi dei trasporti.

«I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano da +0,6% a +0,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto attenuano la loro flessione da -0,3% a -0,1%».

L’inflazione torna positiva dopo otto mesi

Su base annua, i prodotti alimentari e bevande analcoliche segnano un aumento dello 0,7%. I servizi sanitari e spese per la salute aumentano dello 0,9%. Rincarano su base tendenziale spettacoli, cultura, servizi di ristorazione, mentre la flessione più marcata c’è per le comunicazioni (meno 3,9%), per istruzione (meno 3,7%) e per i trasporti (meno 1,8%).

«Dopo otto mesi di variazioni negative dei prezzi al consumo su base annua, a gennaio 2021 l’inflazione torna positiva – commenta l’Istat – Il cambiamento è determinato per lo più dalla crescita vivace su base congiunturale (+3,1%) dei prezzi dei Beni energetici che, invece, a gennaio 2020 erano aumentati di un solo decimo di punto rispetto al mese precedente. Questo diverso andamento si riflette sulla dinamica tendenziale dei prezzi di tale comparto (che attenuano la flessione) e dell’indice generale (che torna a registrare una crescita). In questo quadro l’inflazione di fondo accelera pur rimanendo al di sotto dell’1%».

 

 

prezzi al consumo
Istat, prezzi al consumo, gennaio 2021

 

Coop: le famiglie hanno ridotto la spesa

Dopo mesi di deflazione, «è positivo il ritorno di un segno più davanti all’indice dei prezzi», commenta la Coop, che però sottolinea come le famiglie abbiano ridotto la spesa. Serve inoltre un cambiamento dei modelli di consumo.

«Nelle indagini del nostro Ufficio Studi emerge che solo il 21% degli italiani prevede nel 2021 di spendere più del 2019 (ultimo anno statisticamente affidabile). Se poi guardiamo ai numeri di alimentari e bevande, la differenza tra chi prevede di spendere di più e di meno registra un saldo negativo – così Marco Pedroni, attuale presidente di Ancc-Coop (l’Associazione nazionale delle cooperative di consumatori) oltre che di Coop Italia –  La perdurante riduzione della spesa delle famiglie italiane racconta delle loro difficoltà e pone al nuovo Governo l’urgenza di intervenire con misure adeguate alla promozione dei consumi di uguale impellenza rispetto alla gestione della pandemia. Nella rete vendita di Coop, nella prima settimana di avvio della Lotteria degli scontrini, hanno presentato alla cassa il codice lotteria quasi 400 mila soci e consumatori Coop, pari a quasi il 6% del totale degli scontrini (nelle regioni settentrionali 8%) e al 12% dei pagamenti elettronici effettuati. Non bastano iniziative meritorie, ma a bassa intensità come questa. Servono impulsi consistenti e perciò crediamo che il sostegno del Governo debba essere anche indirizzato a un cambiamento strutturale dei modelli di consumo, in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale e sociale, ad esempio abbattendo l’Iva sui beni e sui servizi con queste caratteristiche».

L’inflazione secondo i Consumatori

L’inflazione torna positiva ma questa crescita, commenta il Codacons, non dipende né dalla ripresa dell’economica né dall’aumento dei consumi delle famiglie. «Occorrerà attendere l’andamento dei prezzi delle prossime settimane per verificare se l’Italia è uscita a tutti gli effetti dalla deflazione», dice l’associazione.

L’Unione Nazionale Consumatori, a sua volta, considera allarmanti i dati sui rialzi dei carburanti.

Dice il presidente Massimiliano Dona: «Nonostante l’Italia sia ancora in piena crisi, con Pil e consumi in caduta libera, i prezzi già rialzano la testa, facendo uscire il Paese dalla deflazione. Un effetto dovuto ai rincari dei beni energetici, dall’energia elettrica (+4,5% nel tutelato) ai carburanti, saliti in un solo mese del 2,7% per la benzina e del +3,2% per il gasolio, ma che in 3 mesi, stando ai dati Mise, hanno già segnato un’infiammata allarmante dell’8,3% per la benzina e del 9,4% per il gasolio, pari a quasi 6 euro per ogni pieno (5,75 euro per la benzina e 5,88 euro per il gasolio».

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