Povertà energetica, fenomeno in aumento
La pandemia aggraverà la povertà energetica in Europa
La crisi sanitaria ed economica scatenata dal Covid aggraverà la povertà energetica in Europa. Questa investe ancora 30 milioni di cittadini
La pandemia da Covid-19 aggraverà la povertà energetica in Europa. Quanto, e come, è ancora difficile stimarlo. Ma fra le conseguenze che la crisi complessiva scatenata dal coronavirus porterà con sé ci sarà l’aggravamento della povertà energetica in tutta Europa. Negli anni è diminuita ma riguarda ancora qualcosa come più di 30 milioni di europei. Secondo recenti dati Eurostat, il 6,9% della popolazione non può permettersi di riscaldare a sufficienza la propria casa.
Effetto Covid sulla povertà energetica
«La crisi sanitaria ed economica del COVID-19 aggrava la povertà energetica in tutta Europa, sebbene di una portata ancora sconosciuta per la mancanza di dati recenti».
È quanto afferma un recente policy paper dell’Istituto Jacques Delors. L’Europa, suggerisce il think tank, ha bisogno di una strategia politica per porre fine alla povertà energetica.
Povertà energetica, il fenomeno
La povertà energetica è quella condizione che non permette alle famiglie di avere accesso all’energia e quindi impedisce di riscaldare adeguatamente casa. Sulla povertà energetica influiscono basso reddito familiare, alta spesa per l’energia, scarsa efficienza energetica. Non avere le risorse per riscaldare casa, o rinfrescarla durante l’estate, è indice di povertà energetica.
In Europa, dice l’Eurostat, il 6,9% della popolazione non può permettersi di riscaldare a sufficienza la propria casa. E l’Italia è messa male. Oltre l’11% della popolazione dichiara di non poter riscaldare casa a sufficienza, ben oltre la media europea.

Istituto Delors: 30 milioni di europei in povertà energetica
Anche sulla povertà energetica avrà un impatto la pandemia. Secondo l’Istituto Delors, la Ue e gli Stati europei dovrebbero adottare una strategia politica che consideri l’obiettivo di sollevare gli europei dalla povertà energetica come una componente chiave del Green Deal europeo.
«Anche se sembra che la povertà energetica sia generalmente diminuita negli ultimi anni, nel 2019 – dice l’Istituto – c’erano ancora oltre 30 milioni di europei che affermavano di non essere in grado di riscaldare adeguatamente la propria casa durante inverno».
Gli Stati affrontano la povertà energetica in modi diversi. Alcuni, dice l’Istituto, tendono a concentrarsi su «misure palliative» come i benefici sociali a sostegno delle famiglie vulberabili. Altre invece adottano misure preventive, che puntano a migliorare l’efficienza energetica degli alloggi. L’obiettivo condiviso è quello di sostenere le famiglie davanti a bollette energetiche troppo alte.
Se milioni di europei si trovano allora in povertà energetica, la pandemia non farà che aggravare la situazione. Ma con almeno il 37% dei 312 miliardi di euro di fondi dell’UE per la ripresa dati agli Stati membri destinati all’azione per il clima, suggerisce ancora l’Istituto, gli Stati «hanno ora i mezzi finanziari per sollevare milioni di europei dalla povertà energetica»
La settimana europea della povertà energetica
Si celebra in questi giorni la Settimana europea della povertà energetica.
Le stime di Adiconsum parlano di 5 milioni di poveri energetici in Italia. I costi di riscaldamento, raffrescamento, quelli per l’illuminazione e gli elettrodomestici incidono per il 15% tutti i mesi sul budget delle famiglie in povertà energetica.
«Siamo in un periodo di transizione energetica: i costi non devono ricadere sui consumatori – dice l’associazione – Nessuno deve rimanere escluso dall’accesso all’energia».
«La povertà energetica è un problema che colpisce 1,4 miliardi di persone nel mondo, 50 milioni in Europa e 5 milioni nel nostro Paese, destinata, purtroppo, ad aggravarsi anche per il perdurare del Covid – dice Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale – Si tratta di numeri significativi che la dicono lunga sulla realtà e sulla complessità del problema, tanto che la lotta alla povertà energetica è una delle priorità della Commissione europea».
Non bastano solo i comportamenti virtuosi dei consumatori. Così come, sottolinea Adiconsum, «non viene mai sottolineato abbastanza che la povertà energetica non ha risvolti solo di carattere economico sul consumatore, ma ha ripercussioni anche sulla sua sfera sociale e sulla sua salute mentale e fisica. Per scongiurarli, i costi della transizione energetica non devono ricadere sui consumatori. Nessuno deve rimanere escluso dall’accesso all’energia».

