Caro bollette, deluse le associazioni dei consumatori: misure insufficienti per famiglie

Caro bollette, deluse le associazioni dei consumatori: misure insufficienti per famiglie

I prezzi medi dell’energia elettrica per i consumatori domestici italiani nel 2020 sono in miglioramento rispetto agli altri Paesi dell’Area euro; mentre i consumi di gas sono in calo, ma i prezzi italiani risultano ancora più alti della media UE per i clienti domestici. È quanto emerge dalla Relazione Annuale ARERA.

ARERA, elettricità e gas

Nel 2020 per la prima volta si registrano prezzi lordi più bassi rispetto a quelli della media europea per tutte le classi di consumo domestico, con l’eccezione della prima classe (consumi inferiori a 1.000 kWh/anno).

In particolare, le classi DB (1.000 – 2.500 kWh) e DC3 (2.500 – 5.000 kWh) mostrano un differenziale negativo nei prezzi lordi rispettivamente del -4% e del -3% (contro rispettivamente il -5% e il +1% del 2019). Le ultime due classi (con consumi tra 5.000 e 15.000 kWh/a per la DD e superiori a 15.000 kWh/a per la DE) sono quelle nelle quali vi sono stati i miglioramenti più significativi: i differenziali sono passati infatti in termini lordi, rispettivamente dal +9% del 2019 al -1% del 2020, e dal +13% al -6%.

Guardando ai dati del mercato finale della vendita, inoltre, emerge che il 54,3% dei clienti domestici si trova nel mercato libero. E, in termini di prezzo medio finale (al netto delle imposte), la maggior tutela presenta valori di prezzo più bassi del mercato libero, con una differenza del -23,6%.

Sul fronte “gas”, la domanda mondiale nel 2020 ha subito una contrazione del -2,5%, mai registrata prima. In Italia il consumo netto di gas naturale è diminuito di 3 miliardi di metri cubi, attestandosi a 68,5 miliardi di metri cubi (-4,2% rispetto al 2019).

 

gas

 

Anche nel 2020, inoltre, i prezzi del gas naturale per i consumatori domestici italiani, comprensivi di oneri e imposte, sono stati più alti della media dei prezzi dell’Area euro per tutte le classi di consumo.

Per la prima classe di consumo, in particolare, si è registrata una lieve diminuzione dei prezzi lordi, ma non sufficiente a modificare in modo sostanziale il divario. Con consumi inferiori a 520 m3/anno, perlopiù impiegati per uso per cottura e acqua calda, il differenziale positivo rispetto all’Area euro passa al +7%, dal +10% del 2019 (prima volta in cui tale classe risultava meno conveniente sia al lordo, sia al netto degli oneri e delle imposte).

Per le altre due classi a maggiore consumo, tradizionalmente con differenziali positivi, i divari con la media dei prezzi lordi dell’Area euro sono tuttavia diminuiti rispetto all’anno precedente.

UNC: ancora troppo alti oneri e imposte

“Bene per la luce, ma non basta! È comunque certo che in Italia continuiamo a pagare troppe imposte e oneri di sistema. Non è giusto, poi, che i consumatori paghino per le aziende energivore o per i generosi incentivi alle fonti rinnovabili. Tutte cose che dovrebbero ricadere sulla fiscalità generale, non certo sulla pensionata che fatica ad arrivare a fine mese”, afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Tra oneri e imposte, stando agli ultimi dati trimestrali di Arera per la famiglia tipo, nel mercato tutelato, paghiamo il 23,3% per la luce e addirittura il 40,31% per il gas. Una vergogna”, conclude Vignola.


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