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Gioco, Agenzia Monopoli propone testo unico. Unc: ok, ma no alla pubblicità
L’Agenzia dei Monopoli propone un testo unico sui giochi per razionalizzare le norme che regolano il settore in Italia, e un’App che segnala se il punto gioco è regolarmente registrato. UNC: “Ci attendiamo una vigilanza più rigorosa sul tema della pubblicità sul gioco”
L’Unione Nazionale Consumatori dice “sì alla proposta dell’Agenzia dei Monopoli di un testo unico sui giochi, per razionalizzare le centinaia di norme che attualmente regolano il settore in Italia, così come a un’App grazie alla quale i consumatori potranno scoprire se il punto gioco è regolarmente registrato“.
Massimiliano Dona, presidente di UNC, è stato presente – in qualità di membro dell’advisory board dell’Osservatorio sui Mercati Regolati – al convegno organizzato dalla Luiss per la presentazione della ricerca sul settore del Gioco in Italia, con il direttore generale dell’Agenzia dei Monopoli Marcello Minenna e il sottosegretario all’Economia Durigon.
“Ma attenzione a non creare grimaldelli per far rientrare dalla finestra quello che la legge vieta, ossia la pubblicità sul gioco. Ed è proprio su questo tema che ci attendiamo dall’Agenzia una presenza e una vigilanza più rigorosa”, conclude Dona.
Il gioco in Italia, l’impatto della pandemia
Nel 2020 il 67,7% della popolazione italiana maggiorenne, ossia 31.350.000 di individui, ha effettuato qualche tipo di gioco. È quanto emerge dal Rapporto di ricerca presentato oggi.
Tra le principali evidenze del report, è stata segnalata l’importanza dei dati relativi all’impatto della pandemia.

Se nel complesso, nel 2018, il settore delle “Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco” contava 9.265 imprese, 42.818 occupati, con un fatturato complessivo di oltre 15 miliardi di euro e un valore aggiunto di oltre 3 miliardi di euro, nel 2020, nonostante la crescita del gioco online, la spesa complessiva ha subito una riduzione del 33,5%.
Inoltre, nel settore del gioco fisico, il più colpito dalle conseguenze del Covid-19, la spesa si è ridotta del 41,7%, con evidenti travasi verso i canali illegali.
I canali illegali
Sono circa 4,4 milioni, secondo le stime del report, i giocatori nei canali illegali.
“Lo studio evidenzia diverse dinamiche che meritano l’attenzione di chi è chiamato a riflettere sul futuro del gioco legale – ha dichiarato il Presidente di Ipsos, Nando Pagnoncelli – Abbiamo rilevato più di 4 milioni di giocatori in canali illegali che, a differenza di quanto spesso si pensa, non sono degli individui marginali, ma pienamente inseriti nella vita civile e sociale”.
Il gioco illegale è considerato un problema serio dall’86% degli italiani e persino dal 69% dei giocatori dei canali illegali. Tuttavia solo 2 italiani su 3 ritengono che si possano avere problemi con la legge, percentuale che scende a 1 su 2 tra i giocatori dei canali illegali.

