Lockdown, crollano i consumi
Il difficile recupero dei consumi, a giugno -15,2% su base annua
Secondo ultima analisi congiuntura di Confcommercio, nel complesso del secondo trimestre la riduzione dei consumi è stata, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, del 29,7%
L’effetto del lockdown pesa ancora molto sui consumi che stentano a riprendersi anche nel mese di giugno continuando a mantenere un calo del 15,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
È quanto emerge dall’ultima analisi congiuntura realizzata da Confcommercio. Nel complesso del secondo trimestre la riduzione dei consumi è stata, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, del 29,7%, valore negativo che si attesta al 54,5% per la domanda di servizi.
Se per l’alimentare, dopo il moderato aumento registrato nei mesi di lockdown, si conferma una stabilizzazione, per altri segmenti il rimbalzo di aprile e maggio ha solo attenuato i contorni di una situazione estremamente grave. Per la filiera turistica, che nei mesi estivi concentra gran parte del fatturato annuo, la distanza tra una situazione normale e quella attuale è abissale, così come per l’abbigliamento e per il segmento delle auto, settori vitali per la ripresa del Paese.

I commenti
“C’è volontà di ripartire grazie al coraggio degli imprenditori che si mettono in gioco anche in condizioni di grande incertezza. Ma le perdite di fatturato e reddito sono ingenti, soprattutto per la filiera turistica, i trasporti e l’intrattenimento. E’ necessario incentivare la ripresa dei consumi attraverso una politica fiscale più coraggiosa, strada obbligata per ridare ossigeno alle imprese e salvare l’occupazione”, commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
Per il Codacons si tratta di “una vera e propria “ecatombe” per i consumi”. “Nonostante le riaperture e la ripresa delle attività commerciali i consumatori non comprano, a dimostrazione delle difficoltà economiche che investono milioni di famiglie – spiega il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi.
La crisi legata al lockdown ha prodotto un depauperamento dei redditi che si traduce in una forte contrazione dei consumi preesistente anche nella Fase 3.
“Una situazione che mette a rischio migliaia di negozi e di posti di lavoro e che deve essere affrontata dal Governo attraverso misure specifiche per incrementare il potere d’acquisto delle famiglie, a partire dal taglio dell’Iva e da una riduzione della pressione fiscale”, conclude Rienzi.


contrazione dei consumi ed aumento della spesa. da metà lockdown sto spendendo tantissimo ogni volta che faccio spesa all’iper, nonostante compri praticamente le stesse cose e spesso in offerta.
è SPAVENTOSO!