L’inflazione a gennaio torna positiva dopo otto mesi di variazioni negative. Le stime preliminari dell’Istat dicono che nel mese di gennaio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività aumenta dello 0,5% su base mensile e dello 0,2% su base annua (da -0,2% di dicembre).

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono in leggera salita (passano da +0,6% a +0,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto attenuano la loro flessione (da -0,3% a -0,1%)

«Dopo otto mesi di variazioni negative dei prezzi al consumo su base annua, a gennaio 2021 l’inflazione torna positiva, seppur in misura contenuta – commenta l’Istat – Il cambiamento è determinato per lo più dalla crescita su base congiunturale dei prezzi dei Beni energetici che, al contrario, a gennaio 2020 erano diminuiti rispetto al mese precedente. Questo diverso andamento si riflette sulla dinamica tendenziale dei prezzi di tale comparto (che attenuano la flessione) e dell’indice generale (che torna a registrare una crescita). In questo quadro l’inflazione di fondo accelera di poco e rimane al di sotto dell’1%».

 

istat prezzi al consumo
Istat prezzi al consumo. 2021

 

L’inflazione secondo i Consumatori

La contrazione dei consumi, dice il Codacons, continua ad avere un impatto sui prezzi al dettaglio e la crescita dipende soprattutto dai beni energetici. Aggiunge l’associazione: «L’andamento dei listini di gennaio determina un aggravio di spesa che va dai +61 euro annui della famiglia “tipo” ai +80 euro per un nucleo con due figli, ma fino a che non ripartiranno i consumi da parte degli italiani, l’inflazione si manterrà su livelli bassi anche nel 2021».

Di fronte all’andamento dell’inflazione comunicata oggi dall’Istat, più 0,2% su base annuale, l’Unione Nazionale Consumatori commenta che «la deflazione avrebbe contribuito a frenare il calo dei consumi e a contenere la riduzione del potere d’acquisto dovuta alla flessione del reddito disponibile delle famiglie. Negativo per la casalinga di Voghera anche il rialzo del carrello della spesa».

Così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che aggiunge: «Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,2% significa un aumento della spesa annua contenuto, appena di 17 euro, ma il carrello della spesa a +0,7% incide sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano un rincaro di 80 euro. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo per le compere quotidiane è di 72 euro, per una famiglia media è di 60 euro».

Cresce, anche se è più frenato, il carrello della spesa che segna più 0,7%, evidenzia a sua volta Federconsumatori. «Appare evidente come, nel delicato quadro economico che attraversa il Paese un’inflazione contenuta è fondamentale a per una ripresa dei consumi, pur non essendo, da sola, condizione necessaria e sufficiente – dice l’associazione – È indispensabile in tal senso che si dia subito vita ad un Governo in grado di assumere tutte le misure urgenti per il lavoro, la crescita e uno sviluppo equo e sostenibile, improntato ad una seria lotta alle disuguaglianze e alla povertà».

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