Mappa dei rincari del 2022, la stangata sulle spesa delle famiglie (fonte immagine Pixabay)

La mappa dei rincari del 2022 per le famiglie italiane ormai è un dato di fatto. Fra ripercussioni economiche della guerra in Ucraina, caro energia, inflazione galoppante, l’esito delle molteplici crisi che si sono abbattute sulle famiglie sono rincari trasversali  dall’alimentazione ai carburanti, dai trasporti alle bollette. I calcoli possono variare, anche perché molto dipende dalla numerosità del nucleo familiare e dalla composizione della spesa che viene analizzata, ma dietro le stime e le medie c’è comunque un dato di fatto: tutto costa di più. Quanto di più? A tracciare un bilancio della mappa dei rincari nel 2022 da poco passato sono Unione Nazionale Consumatori e Codacons.

La mappa dei rincari alimentari

L’Unione Nazionale Consumatori si concentra sugli aumenti dei prezzi alimentari e conteggia quanti euro pesa l’inflazione nella composizione della spesa delle famiglie. In ordine di inflazione, al primo posto spiccano gli oli alimentari diversi dall’olio di oliva che sono rincarati del 51,5%, seguiti da burro, zucchero e farina (rispettivamente 28,2%, 18,8% e 18,5%). Diversa invece la topo ten dei rincari espressi in euro e non in percentuale di aumento dell’inflazione.

Dai calcoli UNC emerge che nel 2022 ogni famiglia ha speso oltre 60 euro in più la verdura, oltre 30 euro in più per frutta fresca, formaggi e latticini, quasi 30 euro in più per il pane e 24 euro in più per la pasta.

Analizzando i rialzi alimentari, l’UNC ha elaborato i dati Istat dell’inflazione media del 2022, per stilare la classifica dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche che hanno pesato maggiormente sulle tasche degli italiani, in termini di spesa aggiuntiva rispetto al 2021.

Se in media una famiglia italiana nel 2022 ha speso 513 euro in più per mangiare e bere, dice l’UNC, esaminano le diverse voci alimentari sono i Vegetali freschi a vincere la classifica dei rincari, con una spesa supplementare di 63,30 euro rispetto al 2021, a fronte di un’inflazione media del 14,3%. Al secondo posto c’è la Frutta fresca che, con un’inflazione del 7,3%, costa 32,30 euro in più per una famiglia media. Medaglia di bronzo per Formaggi e latticini, con una stangata rispetto a due anni fa pari a 32,10 euro (+8,6%).

Appena più giù ci sono ci sono il Pollame (+13,5%, pari a 31,20 euro), poi il Pane (+11%, +28,80 euro) e al sesto posto la Pasta (+17,3%, +24,30 euro). Seguono la Carne bovina (+5,9%, +22,40 euro), Prodotti di pasticceria e panetteria come crackers, piadine, fette biscottate (+7,8%, +20,20 euro) e Pesce fresco (+8,3%, +18,30 euro). Chiudono la top ten i Salumi (+5,1%, +15,10 euro).

Da segnalare anche i rincari di spesa per le uova le Uova (+12,8%) e l’Olio di oliva (+8,2%) ex aequo con +9,60 euro. La Pizza, prosegue l’UNC, è costata 9,10 euro in più (16° posto, +6,9%), i Gelati 8,80 euro (17°, +13,1%), il Caffè 8,10 euro (19°, +5,7 euro). Chiude la top 20 il Burro con 7,90 euro, al 2° posto in quanto a inflazione (+28,2%).

Energia, bollette & Co: gli altri rincari del 2022

«La guerra in Ucraina e il caro-energia hanno determinato rincari a cascata a danno degli italiani, erodendo il potere d’acquisto delle famiglie e modificando profondamente le abitudini dei cittadini – dice il presidente Codacons Carlo Rienzi – Un allarme che, purtroppo, non è cessato, e sembra destinato a perdurare anche nel 2023: già nelle prossime settimane potremmo assistere ad una nuova fiammata dei listini al dettaglio, come effetto delle maggiori accise scattate sui carburanti a gennaio, che rischiano di far lievitare i prezzi dei prodotti trasportati a partire dagli alimentari».

La mappa dei rincari 2022 del Codacons ha numeri più marcati per le voci alimentari (più 117 euro per la verdura, più 43 euro per la frutta, più 122 euro per la carne) e prende in considerazione i rincari su voci quali energia, trasporti, carburanti.

Analizzando voce per voce l’aumento medio di prezzi e tariffe registrano nel corso del 2022, dice il Codacons, il il podio spetta all’energia elettrica, salita del 110,4% rispetto al 2021, seguita dai biglietti aerei (internazionali ed europei) che crescono del +85,9% su anno, e dal gas (+73,7%). Il gasolio per riscaldamento è aumentato del 38,4%, mentre la voce “altri carburanti” (Gpl, metano) sale del 33,3%.

«Considerata la spesa per consumi di un nucleo di 4 persone, il tasso di inflazione medio dell’8,1%, a parità di consumi, si è tradotto in una stangata da +3.018 euro (+698 euro solo per la spesa alimentare, +9,1%): per la voce “pane e cereali” una famiglia ha speso circa 144 euro in più rispetto al 2021 (+10,9%), +122,7 euro per la carne (+7,2%), +117,3 euro per la verdura (+11,8%) – calcola il Codacons – La spesa per latte, formaggi e uova è salita in media di 94 euro a nucleo (+9,5%), +43,6 euro la frutta».

Nell’energia, l’aumento si traduce in un aggravio medio per la luce di +862 euro in bolletta nel 2022, +533,6 euro per il gas, per un totale di +1.395 euro a famiglia. I carburanti sono costati lo scorso anno 335 euro in più. Non si salvano i listini di bar e ristoranti, prodotti per gli animali domestici, fiori e piante.


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