Pranzo di Natale ed eventuali restrizioni, Codacons: a rischio i consumi alimentari

Pranzo di Natale ed eventuali restrizioni, Codacons: a rischio i consumi alimentari

Con l’emergenza sanitaria ancora in atto le festività natalizie sono diventate un’incognita e tanti cominciano a chiedersi se sarà possibile organizzare il tradizionale pranzo di Natale e la cena della Vigilia in compagnia di famiglia e amici. Si potrà festeggiare tutti insieme? Se sì, con quante persone al massimo?

Il premier intanto prende tempo. Secondo le dichiarazioni del presidente Conte rilasciate a la Stampa, e riportate da il Fatto Quotidiano, si raccomandano festeggiamenti in famiglia, ma facendo attenzione a non creare situazioni affollate: “Il nostro obiettivo è un Natale dove non si mortifichino né i consumi né gli affetti, ma non possiamo immaginare feste e pranzi affollati”, ha dichiarato Conte.

Mentre la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, intervistata da la Stampa ha anticipato che ci sarà un “provvedimento che riguarderà il Natale“, scrive il Fatto Quotidiano riportando le sue dichiarazioni.

“Si deve dire che non deve essere un Natale solitario, ma che le famiglie possono riunirsi nel nucleo ristretto, parenti di primo grado, fratelli e sorelle. La gran parte delle restrizioni attuali è bene che restino, magari con un allentamento del rigore per alcuni esercizi”, ha dichiarato Sandra Zampa.

 

Pranzo di Natale

 

Pranzo di Natale, Codacons: a rischio 2,6 miliardi di consumi alimentari

Secondo il Codacons, possibili restrizioni sul fronte delle festività natalizie per via del Covid potrebbero mettere a rischio 2,6 miliardi di euro di consumi alimentari solo per la spesa del cenone della Vigilia e del pranzo di Natale.

“L’emergenza sanitaria rischia di abbattere drasticamente la spesa legata alle festività natalizie, perché eventuali restrizioni sul fronte delle cene in casa e del numero massimo di parenti da ospitare porterebbe ad una fortissima contrazione dei consumi”, spiega il presidente Carlo Rienzi.

In particolare, in base alla stime del Codacons, sono a rischio 300 milioni di euro spesi lo scorso anno per l’acquisto di 55 milioni di pandori e panettoni; 600 milioni di euro per spumante e vino e 450 milioni di euro di prodotti ittici.

Il commento della Coldiretti

Analogo il parere della Coldiretti, secondo cui “il Natale senza pranzi e cenoni costa 5 miliardi, spesi lo scorso anno dagli italiani, in casa e fuori, solo per imbandire le tradizionali maxitavolate delle feste di fine anno composte in media da 9 persone“.

“A pesare oltre al lockdown per ristoranti e locali pubblici sono – prosegue la Coldiretti – soprattutto il divieto alle feste private e ai tradizionali veglioni che fanno salire il livello dei consumi. Le previsioni sull’andamento del contagio preoccupano anche per i divieti posti alla gran parte degli eventi tradizionali che segnano la fine dell’anno, a partire da sagre, feste paesane e mercatini natalizi, momenti importanti per l’acquisto di regali enogastronomici, i più apprezzati dagli italiani”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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