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Sicurezza dei prodotti e credito al consumo, la Commissione UE rivede le norme
La Commissione UE intende rafforzare i diritti dei consumatori e propone una revisione della normativa in materia di sicurezza dei prodotti e di credito al consumo, per garantire al consumatore maggiore trasparenza
Ieri la Commissione europea ha proposto la revisione di due normative dell’UE per rafforzare i diritti dei consumatori. In particolare, la proposta – che sarà ora discussa dal Consiglio e dal Parlamento – aggiorna sia la vigente direttiva relativa alla sicurezza generale dei prodotti, sia le norme dell’UE sul credito al consumo a tutela dei consumatori.
Diritti dei consumatori, sicurezza dei prodotti
Le vendite online sono aumentate costantemente negli ultimi 20 anni e, nel 2020, il 71 % dei consumatori ha acquistato in Internet, spesso per procurarsi nuovi prodotti tecnologici: dagli auricolari senza fili ai purificatori d’aria, passando per le console per videogiochi e altri gadget tecnologici.
Il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti – si legge in una nota della Commissione UE – interverrà sui rischi connessi a questi nuovi prodotti tecnologici, come quelli legati alla sicurezza informatica, e agli acquisti online, mediante l’introduzione di norme sulla sicurezza dei prodotti per i mercati online.

Garantirà, in particolare, che tutti i prodotti venduti nei mercati online o nel negozio sotto casa siano sicuri, indipendentemente dal fatto che provengano dall’UE o da paesi terzi. E assicurerà che i mercati adempiano ai propri obblighi, per evitare che i consumatori possano acquistare eventuali prodotti pericolosi.
Credito al consumo
Per quanto riguarda, invece, il credito al consumo, la revisione della direttiva dispone che le informazioni relative ai crediti debbano essere presentate in maniera adeguata ai dispositivi digitali, affinché siano chiare per i consumatori.
Inoltre la direttiva migliorerà le norme per la valutazione del merito creditizio, ossia la capacità di un consumatore di rimborsare il credito ottenuto, al fine di evitare il problema del sovraindebitamento.
Il regolamento imporrà, dunque, agli Stati membri l’obbligo di promuovere l’educazione finanziaria e di garantire che sia messa a disposizione dei consumatori una consulenza in materia di debito.

