Dalla crisi in Medio Oriente effetti a cascata sui prezzi (Foto Pixabay)
Crisi in Medio Oriente, Codacons: effetto a cascata sui prezzi
Dalla crisi in Medio Oriente potrebbero arrivare effetti a cascata sui prezzi di alimentari, turismo, trasporti, bollette di energia e mutui. Codacons: si può ricorrere alle accise mobili
Alimentari, bollette energetiche, trasporti, turismo e mutui: l’impatto della crisi in Medio Oriente sui prezzi potrebbe riversarsi su tutta l’economia ed avere effetti a cascata su numerose e diverse voci. Per capire quale sarà il reale peso della crisi, avverte il Codacons, bisognerà aspettare le prossime settimane e la risposta dei mercati agli scenari che via via emergeranno. Nell’ipotesi di un impatto sull’inflazione dell’1%, spiega l’associazione, la spesa annua di una famiglia con due figli salirebbe (a parità di consumi) di 457 euro. Questi si aggiungerebbero all’inflazione già in atto in Italia (+1,1% quella acquisita nel 2026 secondo l’Istat) con un conto totale per la stessa famiglia di quasi mille euro l’anno – per la precisione, +959 euro.
Il rischio che viene dai carburanti
Al momento i principali pericoli vengono dai carburanti.
“I repentini rialzi del petrolio e dei listini alla pompa, infatti, comportano maggiori costi di trasporto per la merce venduta in negozi e supermercati, a partire dai generi alimentari, e influiscono anche sulle tariffe dei servizi legati ai trasporti, come ad esempio i biglietti aerei – spiega il Codacons – E proprio il comparto aereo, chiamato a recuperare le pesanti perdite subite in questi giorni a causa delle limitazioni al traffico, potrebbe ricorrere ad un incremento generalizzato delle tariffe praticate ai consumatori, con conseguenti rincari a cascata nel settore dei viaggi”.
Per le bollette di luce e gas, l’impatto principale sarà a breve su chi ha un contratto a prezzo variabile, perché le tariffe potrebbero salire presto. Se risalisse l’inflazione e aumentassero i tassi, ci sarebbero conseguenze anche sui mutui.
Le accise mobili
Il Codacons spiega che “è possibile ricorrere alle “accise mobili” come stabilito dal decreto n. 5/2023 che, semplificando una misura già introdotta con la Finanziaria del 2008, consente al governo di utilizzare l’extra-gettito Iva garantito dai rincari dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, mantenendo così sotto controllo i prezzi finali alla pompa”.
Secondo questo decreto il Mef, di concerto col Mase, adotta il provvedimento di riduzione delle accise se i prezzi dei carburanti aumentano, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento espresso in euro indicato nell’ultimo Def o nella Nota di aggiornamento presentati alle Camera.

