Medio Oriente, blocco mondiale di voli e viaggi (Foto Pixabay)

Medio Oriente, blocco mondiale di voli e viaggi

Con la guerra in Medio Oriente sono migliaia i voli cancellati, un’enorme interruzione mondiale del trasporto aereo. Bollettino EASA: non operare a nessun livello di volo o altitudine nello spazio aereo di Bahrein, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Bloccati anche i viaggi verso le destinazioni asiatiche

Migliaia di voli sono stati cancellati negli aeroporti del Medio Oriente, da Dubai a Doha ad Abu Dhabi, oltre tremila solo ieri. È un’interruzione mondiale del trasporto aereo paragonabile solo a quella vissuta in pandemia. Spiega il Sole 24 Ore che “la guerra ha costretto alla chiusura dei principali hub mediorientali, tra cui Dubai, Doha e Abu Dhabi, per il terzo giorno consecutivo, bloccando decine di migliaia di passeggeri in tutto il mondo. Si calcola che siano stati annullati oltre 5.000 voli”.

Lo spazio aereo e i rischi per l’aviazione civile

L’Agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione (Easa) ha pubblicato un bollettino informativo sulle zone di conflitto per il Medio Oriente e il Golfo Persico, con validità prorogata fino al 6 marzo, che riguarda tutte le altitudini e livelli di volo nello spazio aereo di Bahrein, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

Nel bollettino l’Easa spiega che, con l’attuale intervento militare, i rischi sono elevati non solo sullo spazio aereo iraniano ma anche per gli spazi di Stati confinanti che ospitano basi militari statunitensi.

“Il possesso di sistemi di difesa aerea in grado di operare a tutte le altitudini, missili da crociera e balistici e l’uso di mezzi aerei in grado di operare a tutte le altitudini, compresa la capacità di intercettazione, rendono l’intero spazio aereo interessato vulnerabile a rischi di spill-over, errori di identificazione, errori di calcolo e fallimento delle procedure di intercettazione – si legge nel bollettino – Considerati gli sviluppi attuali e previsti, sussiste quindi un rischio elevato per l’aviazione civile nello spazio aereo interessato”.

La raccomandazione agli operatori aerei è dunque quella di non operare nello spazio aereo interessato da questi pericoli a nessun livello di volo e altitudine.

 

 

ITA Airways

Alla luce dell’attuale situazione in Medio Oriente, ad esempio, ITA Airways ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino all’8 marzo (incluso il volo AZ809 del 9 marzo) e di estendere fino al 4 marzo la sospensione dei voli da e per Dubai. E ha comunicato che fino all’8 marzo non saranno usati gli spazi aerei di Israele, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrain, Dammam e Iran.

Bloccati i viaggi verso Thailandia, Maldive, paesi asiatici

Oltre ai voli verso quest’area – nei siti che tracciano i voli c’è un “vuoto” sopra l’Iran e nella zona circostante – sono bloccati anche numerosi viaggi diretti verso Thailandia, Maldive, paesi asiatici, che hanno scali previsti in Medio Oriente. Assoutenti sottolinea il caos dei voli anche in relazione ai viaggi che andranno persi e al rischio che, in mancanza di rimborsi, si apra un enorme contenzioso legale.

“La maggior parte dei voli che partono dall’Italia e sono diretti in Thailandia, Maldive, Malesia, Sri Lanka, Seychelles, Mauritius, e in generale verso tutte le destinazioni asiatiche o dell’Oceano Indiano, fanno scalo a Doha, Dubai e Abu Dabhi, tutti aeroporti interessati dal blocco del traffico aereo – spiega Assoutenti – Gli italiani che avevano programmato vacanze in tali aree si sono visti in queste ore cancellare il volo, e quelli che dovranno partire nei prossimi giorni non riusciranno a raggiungere la destinazione finale, a meno che la compagnia aerea non riesca a trovare rotte alternative”.

La questione dei rimborsi

Si tratta, spiega il presidente dell’associazione Gabriele Melluso, di «una situazione estremamente critica che rischia da un lato di far perdere ai cittadini tutti i soldi spesi per pacchetti vacanza, voli, alloggi, ecc., dall’altro di creare un enorme contenzioso legale: tour operator e agenzie di viaggio, infatti, in assenza di un avviso ufficiale della Farnesina che sconsiglia viaggi verso una determinata destinazione, rifiutano il rimborso senza penali dei pacchetti e dei servizi acquistati».

Il Codice del turismo all’articolo 41 dispone che “in caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un’incidenza sostanziale sull’esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima dell’inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, ed al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto ma non ha diritto a un indennizzo supplementare”.

«Invitiamo i cittadini italiani – conclude Melluso – a pretendere da agenzie di viaggio e tour operator il rimborso integrale di quanto spesso per viaggi e vacanze in aree coinvolte dai disagi legati alla situazione in Medio Oriente».

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