“Nel fine settimana solo Eni ha iniziato a recepire i forti cali dei prezzi internazionali che si sono susseguiti tra mercoledì e venerdì. Una prudenza nel recepire i ribassi dovuta anche all’attesa dell’aumento delle accise: il decreto-legge sull’emergenza terremoto in Emilia non è ancora stato pubblicato in Gazzetta, e sulla decorrenza esatta non c’è dunque ancora alcuna certezza”. È quanto scrive Staffetta Quotidiana questa mattina. E mentre si attende, con la pubblicazione in Gazzetta, l’entrata in vigore dell’aumento delle accise, Adiconsum chiede alle compagnie petrolifere di abbattere di almeno 2 centesimi il costo della benzina perché “le condizioni ci sono tutte”.
Anche Quotidiano Energia evidenzia che il mercato continua a scendere e si è in attesa del varo del provvedimento deciso dal Consiglio dei Ministri per fronteggiare, con un ritocco delle accise sui carburanti, l’emergenza in Emilia Romagna. “Che si tratti o meno di un segnale preciso lo sapremo soltanto nelle prossime ore – scrive Quotidiano Energia – È comunque un fatto che, sempre in attesa che il DL con il caroaccise pro terremoto approdi in Gazzetta Ufficiale, domenica Eni ha deciso di tagliare di 1 centesimo euro/litro il prezzo raccomandato del diesel. Movimento isolato quello del market leader ma che, a fronte di un mercato internazionale dei prodotti che prosegue nel suo crollo, dimostra come ci siano al momento ampi spazi per assorbire l’aumento di 2,41 cent e di andare anche oltre. I margini lordi delle compagnie, infatti, appaiono oggi di circa 5 centesimi al di sopra della media dei tre anni precedenti e dunque sono tali da giustificare un vistoso passo indietro dei listini”.
E proprio un passo indietro sui listini chiede Adiconsum. “Chiediamo alle Compagnie petrolifere di abbattere almeno di 2 centesimi il costo della benzina. Le condizioni ci sono tutte”, afferma il segretario generale dell’associazione Pietro Giordano, sottolineando la necessità che i sacrifici economici non si riversino solo sulle famiglie e sui milioni di cittadini che soffrono la crisi. Adiconsum chiede dunque alle compagnie petrolifere di riequilibrare il costo dei carburanti a fronte della nuova accisa di 2 centesimi al litro in arrivo.
“L’abbattimento potrebbe essere più di 2 centesimi – continua Giordano – Le condizioni ci sono tutte visto che il petrolio è a 81,79 dollari al barile e il brent è sceso sotto i 100 dollari. Non si può continuare a far pagare solo alle famiglie i costi della crisi economica. Famiglie che fungono da principale ammortizzatore sociale, attutendo i colpi di una crisi di sistema, adottando comportamenti di vera solidarietà tra le persone, sostenendo, anche economicamente, gli altri ammortizzatori sociali: cassa integrazione, indennità di disoccupazione e mobilità. Tutti strumenti che hanno impedito, grazie alle Organizzazioni sindacali, di non far sprofondare il Paese nel baratro”.

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