Qualità, sicurezza dei prodotti, comodità nella scelta creano la fiducia nel consumatore: la vendita diretta a domicilio piace, anche per gli alimentari. Lo rende noto, in occasione di TuttoFood, Univendita, (Unione italiana vendita diretta a domicilio), che annovera fra le sue aziende associate Bofrost Italia che ha chiuso il primo trimestre del 2013 con un fatturato di oltre 49 milioni di euro pari al +5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, dopo aver segnato un +2,3% nel 2012.
A fare la differenza tra un surgelato a domicilio di questo tipo e quello nei banchi frigo della grande distribuzione è un insieme di ragioni che vanno dalla qualità dei prodotti (assenza di coloranti, di esaltatori di sapidità, di grassi idrogenati) all’assortimento; dalla sicurezza dei cibi, garantita da oltre un milione di controlli l’anno, alla comodità dell’acquisto a casa. Ma l’acquisto a domicilio non comporta soltanto evitare uno spostamento verso i centri commerciali, che si stima essere, in media, di cinque chilometri: la consegna a domicilio significa anche non interrompere la catena del freddo, che di necessità, facendo la spesa in qualsiasi punto vendita, si spezza.
L’identikit del cliente porta a porta nel settore alimentare è di età superiore ai 45 anni, con un profilo socio-economico medio alto e si concentra soprattutto nel Nord-Centro Italia. I prodotti preferiti sono le verdure, il pesce, le pizze e i gelati. Bofrost, che con i suoi prodotti entra in oltre 1 milione di famiglie italiane, conta su una forza vendita di oltre 1200 dipendenti.


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