aderenza terapeutica

(Foto di hosny salah da Pixabay)

Secondo l’indagine civica “Aderenza terapeutica: un piano d’azione comune” presentata da Cittadinanzattiva, solo metà dei pazienti segue le terapie in modo costante e appropriato. Tra coloro che non aderiscono pienamente, il 35,6% salta raramente la terapia, l’11,5% lo fa occasionalmente, mentre un residuo 1,5% non segue affatto le prescrizioni.

Il profilo dei pazienti “non aderenti” è caratterizzato prevalentemente da persone fragili e anziane, con basso livello socio-culturale, spesso sole o con scarso supporto familiare. La presenza di più patologie, o comorbidità, contribuisce ulteriormente a complicare la gestione quotidiana della terapia.

Il campione e i settori indagati

L’indagine ha coinvolto 547 tra pazienti e presidenti di associazioni e 2.228 professionisti sanitari, tra cui medici di medicina generale, specialisti, infermieri, farmacisti di comunità e ospedalieri. La maggioranza dei pazienti intervistati convive con patologie metaboliche, reumatologiche e cardiovascolari, ambiti che richiedono trattamenti continuativi e complessi. Circa due terzi del campione presenta più patologie, aumentando la difficoltà di seguire correttamente le terapie.

Come i pazienti interpretano l’aderenza

Il 38% dei pazienti interpreta l’aderenza terapeutica come rispetto puntuale delle indicazioni mediche, il 18% la percepisce come consapevolezza e responsabilità personale, mentre il 15% la collega alla relazione con il medico, basata su fiducia, dialogo e collaborazione.

Le principali motivazioni alla non aderenza riguardano aspetti psicologici e percettivi: il 28,3% dei pazienti soffre la sensazione di dipendenza dal farmaco, il 20,8% lamenta pigrizia o mancanza di motivazione e il 20,2% percepisce di non essere realmente a rischio.

Il ruolo della rete sociale e del supporto professionale

Secondo i presidenti delle associazioni, i pazienti più a rischio sono anziani e fragili, con basso livello socio-culturale e scarso supporto familiare. Anche i professionisti sanitari confermano queste caratteristiche, individuando nella solitudine e nella fragilità i principali fattori di rischio. La presenza di più patologie rappresenta un fattore importante, ma meno rilevante rispetto alla mancanza di supporto sociale.

Cosa chiedono cittadini e associazioni

Pazienti e associazioni richiedono maggior dialogo con il medico, strumenti pratici di gestione quotidiana e supporto motivazionale. Più di un terzo dei pazienti chiede un confronto diretto con il medico curante e strumenti digitali o analogici per seguire le terapie, mentre altri auspicano coinvolgimento di infermieri, farmacisti e altri professionisti sanitari, oltre al supporto di gruppi di pazienti e caregiver.

I professionisti evidenziano come la carenza di tempo dedicato al dialogo sia una delle principali cause della scarsa aderenza: oltre la metà degli infermieri e quasi la metà dei medici di medicina generale e dei farmacisti ospedalieri lamenta questa criticità. Anche la mancanza di formazione specifica e di protocolli strutturati contribuisce al problema, così come l’uso ancora limitato di strumenti digitali per il monitoraggio delle terapie.

Il piano di azione per migliorare l’aderenza

Cittadinanzattiva propone interventi in quattro ambiti:

Governance: riconoscere l’aderenza terapeutica come indicatore LEA e monitorare le disparità socio-demografiche e territoriali.

Strutturale: integrare il Fascicolo Sanitario Elettronico e sistemi di alert per segnalare il mancato ritiro del farmaco o scadenze dei piani terapeutici.

Organizzativo: creare una rete multiprofessionale coordinata, con protocolli chiari tra ospedale e territorio, rafforzare il ruolo della Farmacia dei Servizi e degli Infermieri di Famiglia/Comunità, riducendo il carico burocratico.

Relazionale: garantire tempo di qualità per il dialogo con il paziente, percorsi di formazione sulle competenze comunicative, counseling motivazionale e interventi che tengano conto dei determinanti sociali e delle differenze di genere. Fondamentale il coinvolgimento di assistenti sociali, infermieri di comunità e associazioni di pazienti.

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