Coronavirus e bambini

Coronavirus e bambini, Andrà tutto bene

Una delle prime misure adottate dal Governo per difendere i cittadini dal contagio del Coronavirus è stata quella di chiudere le scuole di ogni ordine e grado. Bambini e ragazzi si sono ritrovati a casa senza più lezioni da seguire e catapultati in un universo di messaggi e comunicazioni non sempre rassicuranti prevenienti da televisori sempre accesi e cellulari sempre connessi.

Coronavirus e bambini, l’importante è spiegare

I bambini, anche quelli più piccoli, vivono quindi le stesse preoccupazioni degli adulti: difficile mascherare il viso tirato dopo aver ascoltato il bollettino quotidiano della Protezione Civile, così come è complicato mascherare l’apprensione quando si esce a fare la spesa.

Gli esperti sottolineano l’importanza di spiegare ai piccoli, in modo adeguato al grado di comprensione e alla maturità emotiva di ciascun di loro, ciò che sta accadendo.

Il non ricevere spiegazioni dagli adulti, in un contesto di tensione ben percepibile, rischia infatti di generare un’ansia ancora maggiore rispetto a quella che può generare una consapevolezza ben gestita. Non bisogna dare per scontato che i bimbi abbiano gli stessi nostri timori. Quando parliamo con i più piccoli è importante sintonizzarsi sulle loro paure e non sulle nostre.

 

Frame spot Pampers sul Coronavirus
Frame spot Pampers sul Coronavirus

La richiesta degli esperti

In relazione a queste considerazioni, la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, l’On. Paolo Siani, pediatra dell’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon di Napoli e Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP) chiedono al servizio pubblico di diffondere su tutti i canali Rai, anche quelli non destinati in modo specifico ai bambini, notizie semplici e adeguate ai piccoli.

“È inevitabile, infatti, che i bambini, guardando insieme ai genitori i notiziari, possano certamente essere spaventati dalle immagini e non comprendere parole come pandemia, isolamento e quarantena”, si legge nella nota congiunta diffusa alla stampa.

“I telegiornali hanno un linguaggio per telespettatori adulti, non adatto ad un bambino. Per cui è compito dei genitori filtrare le notizie e tradurle in un linguaggio adatto ai propri figli, ma riteniamo che sia necessario che anche il servizio pubblico crei spazi in cui si parli ai bambini con un linguaggio adatto e con immagini facilmente riconoscibili.

Anche le informazioni sulle misure di igiene consigliate dalle autorità sanitarie che vengono trasmesse durante le trasmissioni dovrebbero essere rese semplici e facilmente comprensibili ai bimbi”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

Parliamone ;-)