Covid, dal Cdm via libera alla proroga dello stato d'emergenza
Covid, dal Cdm via libera alla proroga dello stato d’emergenza
Il Consiglio dei Ministri ha prorogato lo stato d’emergenza per il Covid fino a marzo 2022, ma nessuna misura in merito all’obbligo della mascherina all’aperto. Confermati i 3,8 miliardi per i rincari luce e gas; UNC: “Una presa in giro, non bastano”
Via libera dal Consiglio dei Ministri alla proroga dello stato d’emergenza per il Covid, fino al 31 marzo 2022. È quanto si apprende dall’Ansa.
In particolare, il decreto si compone di 11 articoli, legati all’emergenza, ma – secondo quanto scrive l’Ansa – non sono previste misure che introducono l’obbligo di utilizzare mascherine all’aperto.
Covid, le misure prorogate
Tra le misure prorogate, quelle che riguardano la mobilità.
Secondo quanto previsto dalla bozza di decreto legge – si legge nella nota Ansa – slitta al 31 marzo “la possibilità di limitare gli spostamenti delle persone, “su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso“: dalla chiusura di strade e parchi, cinema e teatri, allo stop alle cerimonie, fino al lockdown e alla quarantena “ai soggetti che hanno avuto contatti” a rischio. La bozza prevede anche la proroga della norma che stabilisce i criteri per le zone bianca, gialla, arancione e rossa”.

Bollette luce e gas
Sul fronte dei rincari nelle bollette di luce e gas, è stato confermato lo stanziamento di 3,8 miliardi, si legge nella nota Ansa.
“Ci sentiamo presi in giro. Ci avevano illuso che ci sarebbe stato uno stanziamento maggiore e invece, a quanto pare, siano ancora fermi a 3,8 miliardi. Ne servono molti di più. Solo oggi il Pun ha toccato un nuovo primato di quasi 350 euro a MWh e il gas è salito del 4% sui mercati europei”, afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Il Governo deve capire che i consumi del gas del prossimo trimestre saranno molto maggiori rispetto a quelli in corso e che, anche se fossero azzerati i rincari di luce e gas del prossimo trimestre, continueremmo comunque a pagare quelli record scattati il 1° ottobre che stanno già mandando in tilt i bilanci di troppe famiglie e imprese”, conclude Vignola.

