Vaccini Covid-19, AIFA: il 91% delle segnalazioni riferite a casi "non gravi"

Vaccini Covid-19, AIFA: il 91% delle segnalazioni riferite a casi "non gravi"

“In tema di Covid e vaccini è ancora caos, tra ritardi, differenze regionali e informazioni carenti e confuse che contribuiscono a generare un clima di incertezza”, è quanto affermato da Cittadinanzattiva.

L’associazione sottolinea, in particolare, che nonostante nella settimana 16-22 aprile le stime abbiano registrato circa 315 mila somministrazioni giornaliere, negli oltre 2200 punti vaccinali attivi in tutta Italia, le Regioni continuano a muoversi in “ordine sparso”.

Covid e vaccini, differenze territoriali

L’associazione riporta “il caso della Puglia e della Basilicata, che da lunedì “hanno “aperto” la vaccinazione anche per chi non si è preventivamente prenotato e nella fascia di età dai 60 ai 79 anni“.

“In Campania – prosegue Cittadinanzattiva – il Governatore De Luca ha annunciato addirittura di non volersi attenere ai target fissati dal Commissario e di voler procedere con le categorie produttive, dopo aver vaccinato gli ultraottantenni”.

“Se si procede senza prenotazioni, ci chiediamo come si possa aver contezza di aver prima vaccinato chi rientra nelle categorie prioritarie – dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – Ai cittadini, giustamente, si chiede responsabilità, senso civico e rispetto dei turni previsti dal piano vaccinale, ma chi si preoccupa dei messaggi che essi stessi ricevono?”.

 

Covid e vaccini

 

Cittadinanzattiva teme che “le comunicazioni contrastanti, come quelle relative alla sospensione del vaccino Johnson & Johnson, i ritardi nella consegna delle dosi e nelle somministrazioni, la mancata immunizzazione delle categorie più a rischio portino molti cittadini a diffidare e a rimandare le vaccinazioni, con effetti pesanti sul rispetto del piano vaccinale e sulla salute pubblica”.

“Chiediamo ancora una volta – conclude Mandorino – che vengano messe in campo azioni trasparenti e omogenee su tutto il territorio in merito al piano vaccini e che si proceda allineandosi uniformemente alle indicazioni nazionali, considerando che, come ribadito da una recentissima sentenza della Corte costituzionale, la 37/2021, siamo dinanzi a una materia di profilassi internazionale, la cui competenza è dello Stato centrale”.

“Chiediamo inoltre – conclude – che le scelte riguardanti i vaccini che saranno fatte in questi giorni si attengano rigorosamente alle indicazioni scientifiche e siano ampiamente comunicate e spiegate ai cittadini, e che i mezzi di comunicazione si allineino nell’offrire una comunicazione informata, obiettiva e non allarmistica“.

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