Decreto di Natale

Decreto di Natale

Spostamenti limitatida e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio” salvo esigenze di lavoro, studio e salute, e “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda” a livello nazionale. Sono alcune delle misure anti Covid previste nel prossimo Dpcm, che il premier Giuseppe Conte ha riferito nel suo intervento alla Camera.

Come riportato dall’Ansa, il Governo intende intervenire, nell’intero territorio nazionale, con alcune “specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio”.

“Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari, parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri – ha spiegato Conte. – Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre”.

Nel Dpcm si prevede “anche integralmente” la didattica a distanza per le scuole di secondo grado e la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali. (Fonte Ansa)

Codacons: con nuove misure anti Covid si riducono spesa e consumi

Secondo il Codacons le nuove restrizioni allo studio del Governo determineranno una contrazione dei consumi pari a -25 miliardi di euro tra ottobre e dicembre 2020, con una riduzione della spesa che raggiungerà quota 950 euro a famiglia rispetto allo stesso periodo 2019.

 

Consumi le previsioni del Codacons

L’Associazione ha elaborato gli effetti sull’economia italiana degli ultimi provvedimenti governativi e delle misure al vaglio dell’esecutivo, ipotizzando che le regole anti-Covid rimarranno in vigore fino al prossimo 31 dicembre.

“Le restrizioni adottate nelle settimane scorse sul territorio nazionale e quelle in arrivo sul fronte di bar, ristoranti, negozi, centri commerciali, ecc., avranno un impatto enorme sulla spesa degli italiani in un periodo, quello di dicembre e del Natale, che concentra ben 110 miliardi di euro di consumi delle famiglie sui 900 totali annui”, spiega il Codacons.

“Provvedimenti – conclude – che porteranno ad una inevitabile riduzione dei consumi nei settori interessati, con una contrazione della spesa nel trimestre ottobre/dicembre 2020 che potrebbe raggiungere quota 25 miliardi di euro, pari ad una riduzione dei consumi nello stesso periodo per circa -950 euro a famiglia residente”.

UNC su chiusura centri commerciali

Temiamo serva a poco. In Lombardia, la regione più martoriata, i centri commerciali sono chiusi nel weekend già dal 22 ottobre. Non ci pare che finora le serrande abbassate abbiano sortito particolari effetti”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Inoltre c’è il rischio che l’afflusso si sposti dal weekend agli altri giorni della settimana, specie visto che sta arrivando il Natale e certi acquisti, normalmente rinviabili, diventeranno a breve obbligati. Speriamo che prima di allora la pandemia sia di nuovo sotto controllo “, conclude Dona.

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