Creme dopo sole

Creme dopo sole

La skin care estiva parte da una corretta e protetta esposizione solare e prosegue con l’idratazione della pelle dopo l’abbronzatura. Dopo una giornata al mare la pelle può essere arrossata, disidrata o addirittura irritata. Accanto alle creme solari con fattori di protezione, sugli scaffali troviamo cosmetici dopo sole con consistenze diverse come la crema, il latte, il gel l’olio o l’emulsione. Le formulazioni offrono non solo funzioni idratanti ma anche rigeneranti, rinfrescanti, lenitive e anti-rossore.
Per conoscere meglio le funzionalità delle creme dopo sole Help Consumatori ha intervistato la dottoressa Pucci Romano, Medico specialista in Dermatologia e Venereologia e presidente di Skineco, Associazione Internazionale di Ecodermatologia.

Dottoressa, qual’è la funzione della crema dopo sole e cosa la differenzia da una crema idratante?

La crema doposole dovrebbe essere non solo idratante ma anche lenitiva e antiossidante con un’azione contro lo stress ossidativo della pelle causato dai raggi ultravioletti. Inoltre, dovrebbe poter “mantenere in ordine” l’abbronzatura per evitare che venga via a chiazze o con desquamazioni. Al di là di ciò che è puramente marketing, esistono creme dopo sole con formulazioni adeguate. Ad esempio, ci sono delle sostanze con principi attivi dedicati a questa funzione post esposizione solare.

Come funzionano questi principi e quali sono le sostanze preziose che un dopo sole che si rispetti dovrebbe contenere?

Si tratta di principi attivi che contengono enzimi, i quali vengono incapsulati in liposomi in modo da penetrare nella pelle. Fanno parte di una cosmesi altamente tecnologica. Si usano molto anche gli estratti di plancton che hanno un effetto protettivo sul DNA. In etichetta li possiamo riconoscere dalla dicitura Plancton Extract. Ottimi i fermentati del plancton oppure altri fermentati come il Thermus Thermophillus Ferment, prodotto dalla fermentazione del batterio Thermus Thermophillus. E ancora, i lisati batterici come il Microccosus Lysate. Tra gli altri principi segnalo la vitamina E e C quali antiossidanti e gli estratti di Aloe con azione rinfrescante e calmante. Interessante l’impiego della Astaxantina, condizionante della pelle con una funzione antiossidante seimila volte più potente della vitamina C. Questa è una delle new entry nelle formulazioni in commercio insieme alla Niacinamide o alla vitamina B3.

E gli ingredienti da evitare?

La crema dopo sole in passato è stato il trionfo dei siliconi. L’impiego di queste sostanze consente di creare un prodotto con una texture apparentemente molto leggera, spalmabile e gradevole. Il risultato è una sensazione di ripristino dell’equilibrio fisiologico della barriera cutanea. Peccato che poi la maggior parte delle persone rischiano di trovarsi a settembre con la pelle delle gambe in via di desquamazione oppure con episodi di prurito. I siliconi non dovrebbero mai essere presenti in un cosmetico ecodermocompatibile. Inoltre, sono occlusivi proprio come gli oli minerali e tutti i derivati della petrolchimica. Anche le profumazioni sono sgradite nella lista degli ingredienti dei cosmetici, perché possono determinare un rischio allergenico o di pigmentazioni anomale con conseguenti macchie su viso e corpo.

La promessa di una lunga abbronzatura è tra i claims più diffusi. Quali formule possono vantare questo tipo di indicazione?

Nessuna formula può garantire un’abbronzatura duratura. L’abbronzatura si compie per una azione mediata dai raggi ultravioletti sule cellule dei melanociti. Queste, stimolate dalla luce solare, producono la melanina in quantità e con tempistiche diverse a seconda del fototipo. Dopo di che la melanina viene siringata negli strati basali della pelle e pian piano sale in superficie per depositarsi nello strato corneo ed ecco arrivare la tanto agognata abbronzatura. Dopo 20/25 giorni è fisiologico un ricambio della pelle e così la melanina se ne va. Quello che si può fare è riesporsi al sole.

Paradossalmente per mantenere l’abbronzatura è bene favorire il rinnovamento cutaneo così da facilitare la produzione di melanina. Ben vengano quindi scrub durante l’estate a patto che siano delicati.

Per il viso quale la scelta migliore come crema dopo sole?

Per il viso si possono usare creme dopo sole comuni e se lo si desidera prodotti con principi attivi mirati anti-aging, per prevenire gli effetti dell’invecchiamento e dell’esposizione solare.

Per i bambini si può usare la stessa crema della mamma?

Tra la comunità scientifica è oramai condiviso che i bambini prima dei due, se non tre anni, non dovrebbero esporsi al sole. Pertanto, è altamente improbabile che un bambino molto piccolo abbia la pelle arrossata. In realtà non vi sarebbe alcun bisogno di creme idratanti o lenitive. D’altra parte non esiste pelle più idratata di quella dei bambini in quanto costituita per il 94% di acqua, che nel tempo perderà. Per i più grandicelli esistono dei cosmetici dedicati con degli Inci (elenco degli ingredienti presenti nei prodotti cosmetici) molto brevi e ecodermocompatibili con formulazioni contenenti Aloe, Camomilla o Bisabololo. Il consiglio è evitare che una pelle immatura come quella dei bambini entri in contatto con tante molecole chimiche al fine di prevenire eventuali dermatiti infiammatorie e fenomeni allergici.

In conclusione, come dovrebbe essere una skin care estiva dopo sole corretta?

L’ideale routine prevede l’applicazione di una crema leggera e di facile spalmabilità dopo una doccia rinfrescante a fine giornata, anche tutti i giorni a prescindere dall’esposizione al sole. Se durante una giornata al mare si sente il bisogno di idratarsi, ben vengano applicazioni dopo una doccia così da rimuovere il sale marino spesso causa di irritazioni.

 

 

1 thought on “Creme dopo sole, Pucci Romano: “Oltre il marketing, esistono formulazioni adeguate”

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