Dazn, le richieste di Adiconsum in merito agli indicatori di qualità di trasmissione

Dazn, le richieste di Adiconsum in merito agli indicatori di qualità di trasmissione

Su Dazn è intervenuta nuovamente l’associazione Adiconsum, che ribadisce la propria posizione – espressa anche nel corso dell’audizione Agcom svoltasi il 28 dicembre scorso – in merito alla Delibera n. 334/21/CONS sugli indicatori di qualità di trasmissione in streaming live della piattaforma.

Dazn, segnalazioni e criticità

Nel corso dell’audizione Adiconsum ha reso noto il numero delle segnalazioni pervenute, da settembre a dicembre 2021, all’Osservatorio attivato sul proprio sito.

In particolare, le segnalazioni sui disservizi degli OTT sono state 2.820, l’82% delle quali ha riguardato solo Dazn, l’11% Infinity e il 5% Amazon Prime. Su Dazn, il 92% delle segnalazioni ha riguardato il calcio live.

L’associazione, inoltre, ha fatto presente che, essendo la sede di Dazn in un Paese extraeuropeo (Regno Unito), in caso di non risposta al reclamo il consumatore è costretto ad agire a livello transfrontaliero, con notevole disagio.

Adiconsum ha poi posto l’accento anche su un altro fenomeno: quello della pirateria. Il consumatore insoddisfatto – spiega l’associazione – a causa della scarsa qualità del prodotto può decidere di rivolgersi al mercato illegale che, a fronte di un corrispettivo meno oneroso, gli permette anche di accedere a più piattaforme, fidelizzandolo.

 

Dazn

 

Le richieste di Adiconsum

L’associazione ricorda, dunque, quali sono le richieste avanzate all’Agcom nel corso dell’audizione:

  • identificare degli indicatori di qualità per tutti gli OTT e non solo per Dazn, perché ciò consentirebbe al consumatore di effettuare un comparazione, conoscere la qualità effettiva e avere in questo modo la possibilità di presentare un reclamo;
  • introdurre un comparatore ufficiale, un sistema in grado di verificare la qualità video del contenuto che si sta guardando, in modo tale che il consumatore possa confrontarlo con quanto riportato nel contratto di abbonamento e, nel caso fosse discordante, presentare un reclamo per ricevere un indennizzo per servizio non conforme;
  • aprire il mercato anche ad altre piattaforme trasmissive che hanno la possibilità di garantire la visione di qualità di un determinato evento, permettendo al consumatore di operare  una libera scelta;
  • non legare gli indennizzi al costo dell’abbonamento, perché troppo esigui rispetto al danno subito dal consumatore e perché in mancanza di una procedura di conciliazione paritetica la richiesta dovrebbe essere presentata dall’utente, diventando solo un onere che lo scoraggerebbe dal chiedere quanto a lui dovuto. Inoltre – sottolinea Adiconsum – non dovrebbero essere consentiti indennizzi sotto forma di estensione dell’abbonamento;
  • mantenere la stessa modalità di rinnovo del normale contratto di Dazn anche per prepagate di 3-6 mesi, che Dazn vende attraverso Amazon, alle quali tra l’altro – specifica l’associazione – non si applica il diritto di recesso, in palese violazione dei diritti dei consumatori.

Adiconsum chiede, infine, di istituire un Tavolo permanente di controllo.


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