Immuni

App Immuni, le Faq sulla privacy

Un’App per tracciarli tutti. Lo sviluppo e l’utilizzo di applicazioni per il tracciamento dei malati di Covid-19 è da tempo al centro del dibattito italiano. Tra le tante proposte arrivate sul tavolo di tecnici e politici è stata scelta l’app Immuni che tra qualche settimane svolgerà l’importante funzione di tracciare un eventuale contagio e a risalire ai contatti avvenuti con altri individui.

Ma cosa ne pensano gli italiani in merito all’utilizzo di questa applicazione? Al di là di qualche timore per la propria privacy, il 70% della popolazione è ben disposto a scaricare Immuni. A rilevare il dato è un’indagine di Altroconsumo che ha cercato di capire con che spirito gli italiani si muovono verso questo strumento per tenere a bada l’epidemia.

Immuni e altre app
Immuni e altre app

A favore del download ma in anonimato

Il controllo del virus passa anche attraverso lo schermo di un cellulare e gli italiani ne sono consapevoli. Quasi il 40% sostiene anche di aver scaricato app che richiedono la condivisione di dati personali e il 28% ha persino acconsentito alla geolocalizzazione. Lo scopo principale dei download sembra essere quello di raccogliere più informazioni possibili sul virus (64%) o essere sempre aggiornati sulle statistiche di contagio (62%).

Un aspetto di grande interesse riguarda l’identità dell’utente. La tendenza è quella di preferire l’utilizzo delle piattaforme in forma anonima, tuttavia gli italiani sono disposti anche a rendere nota l’identità. La maggior parte degli intervistati utilizzerebbe un’applicazione che dimostri l’immunità dal coronavirus sia in forma anonima (64%) che non (52%).

Sanità e privacy

Nella scelta fra privacy e salute, gli italiani danno più importanza alla salute anche a costo di dare accesso ad alcune informazioni private. Il 68% degli italiani sostiene che l’uso di dati personali può essere di grande utilità per controllare la diffusione del Covid-19.

Tuttavia, quello della privacy è un tema che preoccupa molti. L’84% si dichiara, infatti, d’accordo nel ritenere che i dati non siano mai realmente anonimi e che ci sia sempre un modo per risalire alla fonte. Inoltre, il 64% degli intervistati mostra la sua preoccupazione riguardo alle conseguenze che la crisi in corso possa avere sui diritti di privacy.

La maggior parte spera infatti che sia possibile trovare una tecnologia che utilizzi i dati privati per fronteggiare le problematiche legate al coronavirus e che allo stesso tempo protegga la privacy degli utenti (73%).

Sebbene emergano dubbi sulla protezione delle informazioni, più della metà dei rispondenti sarebbe d’accordo con la raccolta in forma anonima della posizione tramite i dati Gps delle compagnie telefoniche, per tenere traccia dei comportamenti nella mobilità delle persone; il 30% lo farebbe anche senza anonimato. 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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