Italiani e lockdown

Italiani e lockdown, paure e cambiamenti ai tempi del Coronavirus

Un, due, tre… Stella? No, lockdown. È passato un mese, anche se sembra un tempo interminabile. Un mese da quando, la sera del 9 marzo il Premier Giuseppe Conte ha varato il famigerato DPCM #iorestoacasa, bloccando le nostre vite per il bene di tutti.

Cosa è cambiato in questi lunghi 30 giorni? Come saremo quando tutto sarà finito (per sempre?)

In questo contesto eccezionale, il 70% degli italiani prevede una pesante recessione economica e oltre la metà teme di non riuscire a pagare neanche le bollette. Nel post-emergenza, dunque, spazio a problematiche più stringenti e meno attenzione per ambiente e temi green.

È quanto emerge dall’ultima ricerca BVA Doxa sulle opinioni e previsioni degli italiani all’epoca del Coronavirus

Prima le priorità, poi l’ambiente

Nella scala dei valori i temi green e ambientali perdono posizioni, scalzati dalla preoccupazione per problematiche più stringenti. Per più della metà degli italiani, le problematiche ambientali passeranno in secondo piano una volta finita l’emergenza. Di questi, il 62% è costituito da famiglie con figli, maggiormente preoccupati per la crisi in corso.

La produttività continua anche da casa

Se quasi la metà della popolazione continua a lavorare, il 19% della quale in smart working, un lavoratore su 5 è stato invece costretto a interrompere la propria attività.

Per chi lavora da casa, due volte su tre il carico è rimasto uguale o addirittura aumentato (il 28%), mentre uno su tre, in particolare liberi professionisti, ha notato invece un calo.

Per i lavoratori in smartworking il lavoro agile funziona: l’82% ritiene adeguata la tecnologia utilizzata. Solo una parte dichiara di non disporre di tutti gli strumenti per svolgere bene il proprio lavoro da casa.

In generale, la stragrande maggioranza degli smartworker (72%) riesce a raggiungere livelli di concentrazione pari a quelli raggiunti sul luogo di lavoro. Diverso è invece il discorso per chi ha figli: il 34% di questi lavoratori fa più fatica a lavorare da casa.

Lo spettro della recessione

Sul fronte economico, l’emergenza Covid-19 ha alimentato paure e incertezze. Quasi 3 italiani su 4 (63%), infatti, sono preoccupati per i propri risparmi, e poco più della metà della popolazione italiana (52%) teme di non riuscire a pagare neanche le bollette.

Il timore per una pesante recessione economica con effetti diretti sul reddito familiare è particolarmente radicato negli italiani (70%), così come la prospettiva di dover usare i propri risparmi per fare fronte alle spese fisse durante i mesi di emergenza (55%).

Social e fake news

Le misure restrittive e la quarantena forzata hanno avuto ricadute importanti su ciò che si fa nel tempo libero, con un netto aumento nelle attività di lettura. Aumenta infatti la lettura di notizie online (+71%), ma anche di libri (+43%) e quotidiani o riviste cartacei (+35%). Anche i telespettatori sono aumentati (+67%), così come chi gioca con i videogiochi (+31%).

Per quanto riguarda i social, il 54% degli italiani li usa più spesso del solito, soprattutto per fare videochiamate con colleghi e amici (70%) e condividere iniziative legate all’emergenza, utilizzando l’hashtag #iorestoacasa o partecipando ai vari flash mob organizzati per rallegrare le giornate (44%). Ma i social nascondono anche potenziali insidie: il 70% degli intervistati, infatti, ha ammesso di aver letto sui social un articolo o un post che si è poi rivelato una fake news.

 

Italiani e lockdown
Fonte: Doxa

Italiani e lockdown, al supermercato non si rinuncia

Nonostante le limitazioni negli spostamenti, la spesa è ancora questione di carrelli e sportine: il 92% del campione dichiara infatti di fare prevalentemente la spesa di persona o facendosi aiutare da qualche familiare. L’online esclusivo, invece, si conferma un’eccezione, con l’8% degli italiani che usa solo servizi digitali per procurarsi beni essenziali.

Nel campo dell’e-commerce aumenta quello alimentare (+20%) e per prodotti farmaceutici e parafarmaceutici (+16%). Netto calo per abbigliamento e accessori (-32%), elettrodomestici e apparecchiature elettroniche (-25%) e prodotti per la cura della persona (-20%).

Sebbene il 59% non abbia cambiato la propria dieta durante la crisi del Coronavirus, il 41% degli intervistati, invece, ha apportato modifiche alle proprie abitudini alimentari, anche a favore di comportamenti più virtuosi. C’è chi mangia più sano (11%), chi sperimenta nuove ricette (9%) e chi cerca di assumere più vitamine con l’alimentazione (6%). Ma c’è pure un consistente 17% che ammette di mangiare di più solo per noia o per scarsa occupazione. Con la chiusura di ristoranti e locali pubblici, cresce anche la preparazione di piatti cucinati interamente a casa: il 44% degli italiani, infatti, ha riscoperto il piacere della cucina casalinga.

Italiani e lockdown, promossi e bocciati

La crisi del coronavirus ha messo in evidenza la solidità del Sistema Sanitario Nazionale e la capacità degli operatori dei vari ospedali regionali di gestire l’emergenza. L’89% degli italiani si fida del SSN e l’83% degli ospedali della propria regione. A livello politico-istituzionale, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) gode della fiducia del 76% degli intervistati, seguita dai governatori regionali (66%) e dal governo nazionale (60%). In fondo alla classifica, complici le ormai note dichiarazioni di Christine Lagarde e una solidarietà europea percepita come ancora “in stallo”, due istituzioni europee: il Parlamento europeo (31%) e la Banca Centrale Europea (28%).

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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